Un questionario per chiedere “Come stai?” ai cittadini. Una raccolta firme per dire “Io sto con il poliziotto” (di Rogoredo, ndr).
Due iniziative, la prima del Pd e la seconda della Lega, che raccontano molto di quelli che saranno i prossimi mesi di campagna elettorale e il differente approccio tra centrosinistra e centrodestra.
La campagna elettorale tornerà nelle piazze e questo è un fatto. I partiti italiani – principalmente quelli di centrosinistra – hanno ben chiara la necessità di uscire dai palazzetti e dai teatri per intercettare la platea di indecisi e astensionisti di sinistra lasciatisi dietro negli ultimi anni.
La segretaria del Pd, Elly Schlein punterà tutto sull’ascolto, il leader della Lega Salvini parlerà alla pancia delle persone. Due approcci distanti che si fronteggeranno già a partire dal prossimo fine settimana e che guardano direttamente all’appuntamento con le Elezioni Politiche del 2027.
Il primo appuntamento elettorale è con il referendum sulla giustizia, ma a quanto pare né Schlein, né Salvini sono intenzionati a lasciare a Giorgia Meloni la facoltà di monopolizzare il dibattito. La segretaria del Pd lo aveva già detto chiaro e tondo qualche giorno fa: non avrebbe lasciato a governo la possibilità di scegliere quali temi trattare.
Nel fine settimana, da Milano, Elly Schlein ha lanciato la campagna di ascolto del Pd: gazebo nelle piazze con volontari che sottoporranno ai cittadini questionari con la domanda “Come stai” e incontri tematici per ascoltare le richieste e le istanze delle persone, delle associazioni di categoria, degli imprenditori.
Una mobilitazione in vista delle elezioni del 2027 realizzata con la Fondazione Demo di Gianni Cuperlo che ha l’obiettivo di recuperare la quota di astenuti della sinistra, quegli elettori che non vanno più a votare e che rappresentano la chiave di svolta per vincere le elezioni.
Elezioni che – secondo Schlein – si possono vincere perché la destra non è imbattibile. Un approccio sicuramente diverso rispetto a quello del centrodestra che, invece, sembra voler puntare tutto sul tema della sicurezza, parlando alla pancia delle persone e facendo leva sull’indignazione e l’insicurezza.
Mentre Elly Schlein parlava a Milano, il leader della Lega, Matteo Salvini, lanciava la sua campagna a sostegno del poliziotto indagato per aver sparato e ucciso un ventenne nordafricano irregolare durante un controllo antidroga nel bosco di Rogoredo a Milano. La vittima gli aveva puntato contro una pistola, poi risultata a salve.
???? IO STO COL POLIZIOTTO.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 30, 2026
La Lega lancia una nuova campagna di raccolta firme per sostenere chi ogni giorno difende la nostra sicurezza.
????♀️ Solidarietà all’agente di Polizia indagato che, durante un controllo antidroga a Milano, ha fatto il proprio dovere difendendosi. Giù le… pic.twitter.com/lSQx66euqI
L’iniziativa di Salvini e della Lega, lanciata il venerdì 30 gennaio consiste in una raccolta firme online e nelle piazze a sostegno dell’agente, ma si interseca con la campagna per la sicurezza che vede gli esponenti del Carroccio in prima linea per l’inasprimento delle pene anti-maranza e di contrasto all’immigrazione irregolare allo studio del nuovo pacchetto sicurezza del governo.
Il tema della sicurezza declinato in tutte le sue sfumature (dalle baby gang ai disordini di piazza) sarà determinante per la conquista di Palazzo Chigi, lo sanno bene Salvini, Meloni e Tajani.
Sembrano saperlo un po' meno a sinistra, dove la sicurezza continua ad essere lasciata sullo sfondo. Il centrosinistra è sicuramente meno a suo agio rispetto alla destra su questi temi e forse non ha ancora elaborato un’alternativa efficace alle soluzioni proposte dal governo.
Le critiche puntuali alle misure – definite – repressive e liberticide trovano il tempo che trovano nell’opinione pubblica che vuole sentirsi rassicurata. Esigenza che il centrodestra sembra intercettare con maggiore efficacia.
Ieri, il leader di Italia Viva Matteo Renzi è ritornato a spronare gli alleati.
Commentando i fatti di Torino, con i violenti scontri al corteo per Askatasuna, l’ex presidente del Consiglio ha esortato i partiti di centrosinistra ad abbandonare ambiguità e rompere i legami con ‘chi giustifica i violenti’.
Ha dichiarato per poi concludere:
Lo squallido e criminale attacco alla polizia di Torino pone un grande problema alla sinistra radicale. Se non si rompe ogni legame con chi giustifica i violenti, non vinceremo mai. Non basta condannare il comportamento dei singoli: serve una presa di distanza da certi mondi che…
— Matteo Renzi (@matteorenzi) February 1, 2026