Kiev punta all’adesione all’UE entro il 2027. Il processo, tuttavia, incontra resistenze da parte di alcuni stati membri. Tra obiettivi politici e posizioni divergenti, il percorso di integrazione dell’Ucraina rimane al centro del dibattito europeo.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ribadito il suo obiettivo di aderire all'Unione Europea entro il 2027. Secondo Zelensky, l'Ucraina sarebbe "tecnicamente" pronta a far parte del blocco entro il prossimo anno.
Nonostante le parole del leader ucraino, la procedura di adesione accelerata non viene accolta con favore da tutti i paesi membri.
Recentemente, il ministro degli Esteri lussemburghese, Xavier Bettel, parlando dell’adesione dell’Ucraina, ha affermato: "Abbiamo delle regole e dobbiamo rispettarle".
Un reente rapporto dettagliato sull’allargamento dell’UE aveva posto attenzione ai processi di integrazione dell’Ucraina, in particolare alla lotta alla corruzione. A Kiev non manca la volontà politica di far parte dell’UE. La commissaria europea per l’allargamento, Marta Kos, ha, però, precisato che:
Restano anche crescenti tensioni tra Budapest e Kiev sulla questione. Va ricordato che l’allargamento del blocco richiede una decisione unanime da parte di tutti i 27 stati membri. Kos ha indicato che Bruxelles cercherà di ottenere l’unanimità per il processo.
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha affermato:
Orban respinge da tempo le ipotesi di adesione dell’Ucraina all’UE e ha ribadito la sua posizione.
L’Ucraina ha ottenuto lo status di paese candidato all’Unione Europea nel 2022, in seguito all’inizio della guerra nel febbraio 2022, e i negoziati di adesione sono iniziati ufficialmente nel 2024.
L’Ungheria, però, sta bloccando l’avanzamento dei negoziati, impedendo l’apertura dei singoli capitoli negoziali. Budapest giustifica questa posizione sostenendo che l’ingresso dell’Ucraina nell’UE comporterebbe rischi per la sicurezza e possibili conseguenze economiche negative.
Orban ha dichiarato inoltre: