30 Jan, 2026 - 13:41

L’Europa al bivio, dialogare con Mosca e rafforzare la leadership UE: le parole del ministro degli Esteri lussemburghese

L’Europa al bivio, dialogare con Mosca e rafforzare la leadership UE: le parole del ministro degli Esteri lussemburghese

In un momento cruciale per la guerra in Ucraina, con negoziati mediati dagli Stati Uniti in corso, il vice primo ministro lussemburghese, Xavier Bettel, ha lanciato un appello per un dialogo diretto con il Cremlino e per una leadership europea più forte.

Parlando a Euronews prima di un Consiglio dei ministri degli Esteri UE a Bruxelles, Bettel ha sottolineato la necessità di pragmatismo e unità per trovare una “soluzione” al conflitto.

Dialogo con il Cremlino: l’UE non può permettersi l’assenza

Intervenendo al programma di Euronews, Europe Today, il 29 gennaio 2026, Xavier Bettel ha sottolineato l’urgenza di comunicare con la Russia per superare l’impasse.

"Se non riusciamo a parlare con loro, non troveremo una soluzione", ha dichiarato il politico. Pur riconoscendo il suo ruolo in un piccolo stato come il Lussemburgo, si è detto disponibile a mediare. "Se vogliamo una soluzione, dobbiamo parlare con loro", ha ribadito, proponendo figure come il presidente francese, Emmanuel Macron, per rappresentare l’Europa, aggiungendo che "non vogliono parlare con Kaja Kallas".

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Ma se la gente è convinta che potrei essere d’aiuto, lo farò in qualsiasi posizione. E non ho bisogno di essere in prima linea. Posso farlo anche dietro le quinte. Se posso essere utile, mi piace esserlo.

Questa proposta riflette le ipotesi sollevate da leader come Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron di prendere in considerazione la possibilità di sedere al tavolo dei negoziati. Il recente dibattito attorno a questa eventualità ha sollevato interrogativi su chi potrebbe rappresentare la scelta migliore.

La crisi di leadership: serve un “presidente dell’Europa” legittimo

Bettel ha parlato anche della mancanza di un volto unico per l’UE nelle discussioni globali. Ha proposto un leader eletto direttamente per conferire maggiore legittimità:

"Sia il presidente della Commissione che il presidente del Consiglio dovrebbero essere persone che hanno ricevuto legittimità anche dagli elettori", creando un "presidente dell’Europa che sia davvero una persona forte".

Critica agli ultimatum ucraini: regole prima di tutto

Bettel ha espresso perplessità sulle pressioni di Volodymyr Zelensky per un ingresso rapido dell’Ucraina nell’UE entro il 2027.

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Ho appena sentito che il presidente Zelensky ha detto che dovranno diventare membri l’anno prossimo. Mi dispiace. Gliel’ho detto più volte: non dare ultimatum. Non è nel tuo interesse. Il fatto è che ci sono delle regole, i criteri di Copenaghen, e dobbiamo rispettarli. Non possiamo dire che ci siano criteri per l’uno e non per l’altro. Finché non verranno rispettati i criteri di Copenaghen, non potremo dire: “Entrate nella famiglia e per voi chiudiamo gli occhi, per voi chiudiamo le orecchie, per voi chiudiamo la bocca”. No, abbiamo bisogno di regole e dobbiamo rispettarle.

Le parole di Bettel delineano una roadmap pragmatica: dialogo con la Russia, rafforzamento istituzionale dell’UE e rispetto delle regole per l’allargamento.

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