In un momento cruciale per la guerra in Ucraina, con negoziati mediati dagli Stati Uniti in corso, il vice primo ministro lussemburghese, Xavier Bettel, ha lanciato un appello per un dialogo diretto con il Cremlino e per una leadership europea più forte.
Parlando a Euronews prima di un Consiglio dei ministri degli Esteri UE a Bruxelles, Bettel ha sottolineato la necessità di pragmatismo e unità per trovare una “soluzione” al conflitto.
Intervenendo al programma di Euronews, Europe Today, il 29 gennaio 2026, Xavier Bettel ha sottolineato l’urgenza di comunicare con la Russia per superare l’impasse.
"Se non riusciamo a parlare con loro, non troveremo una soluzione", ha dichiarato il politico. Pur riconoscendo il suo ruolo in un piccolo stato come il Lussemburgo, si è detto disponibile a mediare. "Se vogliamo una soluzione, dobbiamo parlare con loro", ha ribadito, proponendo figure come il presidente francese, Emmanuel Macron, per rappresentare l’Europa, aggiungendo che "non vogliono parlare con Kaja Kallas".
Questa proposta riflette le ipotesi sollevate da leader come Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron di prendere in considerazione la possibilità di sedere al tavolo dei negoziati. Il recente dibattito attorno a questa eventualità ha sollevato interrogativi su chi potrebbe rappresentare la scelta migliore.
Bettel ha parlato anche della mancanza di un volto unico per l’UE nelle discussioni globali. Ha proposto un leader eletto direttamente per conferire maggiore legittimità:
"Sia il presidente della Commissione che il presidente del Consiglio dovrebbero essere persone che hanno ricevuto legittimità anche dagli elettori", creando un "presidente dell’Europa che sia davvero una persona forte".
Bettel ha espresso perplessità sulle pressioni di Volodymyr Zelensky per un ingresso rapido dell’Ucraina nell’UE entro il 2027.
Le parole di Bettel delineano una roadmap pragmatica: dialogo con la Russia, rafforzamento istituzionale dell’UE e rispetto delle regole per l’allargamento.