L’Europa sembra avvicinarsi alla richiesta di un ruolo più incisivo nei negoziati per la pace tra Russia e Ucraina. Washington continua a gestire canali diretti con Mosca, mentre i paesi membri dell’UE appoggiano Kiev. Un articolo di Politico mette in luce come cresca a Bruxelles la pressione per nominare un negoziatore europeo capace di tutelare gli interessi del continente e di evitare accordi bilaterali che possano compromettere la sicurezza europea nel lungo periodo.
Politico ha riferito, citando alcuni diplomatici e funzionari a conoscenza dei colloqui, che diversi stati membri stanno facendo pressione sull’Unione europea affinché nomini un rappresentante ufficiale per i negoziati sulla pace in Ucraina. Secondo quanto riportato, Francia e Italia figurano tra i sostenitori dell’iniziativa, che avrebbe già raccolto l’appoggio della Commissione europea e di altri paesi.
Sebbene al momento non esista un incarico formale, il dibattito evidenzia la crescente consapevolezza che, senza una voce propria, l’UE rischia di subire decisioni cruciali prese altrove.
Un’eventuale nomina segnerebbe un cambiamento significativo nell’approccio europeo, finora rimasto maggiormente ai margini delle iniziative diplomatiche, mentre gli Stati Uniti, guidati dal presidente Donald Trump, hanno assunto il ruolo di principale mediatore con un canale diretto con il leader russo Vladimir Putin.
Politico evidenzia che non è stata ancora presa una decisione sulla proposta. Resta aperta, inoltre, la questione di chi dovrebbe ricoprire il ruolo.
Nelle ultime settimane, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno sollevato la possibilità di un’eventuale ripresa di colloqui con la Russia sull’Ucraina.
Una linea che emerge mentre gli inviati statunitensi portano avanti i colloqui separati con i funzionari russi e ucraini. Questo periodo ha messo nero su bianco le profonde divergenze tra Kiev e Mosca su alcuni punti, come le garanzie di sicurezza postbellica richieste dall’Ucraina e le rivendicazioni territoriali della Russia.
Non mancano però le critiche. Alcuni governi respingono l’ipotesi di un eventuale dialogo, mentre altri vedono la nomina di una figura speciale come una mossa “pericolosa”.
La discussione sulla nomina di un negoziatore europeo riflette un nodo più profondo: il ruolo dell’Europa nel nuovo equilibrio geopolitico segnato dalla guerra in Ucraina e dal ritorno della diplomazia bilaterale tra grandi potenze.
Mentre l’Europa discute di riprendere la via del dialogo con la Russia, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che il suo Paese è pronto a ripristinare le relazioni diplomatiche con l’Europa ai livelli prebellici.
“Le nostre relazioni hanno profonde radici storiche, ricche di esempi di partenariato reciprocamente vantaggioso e di cooperazione culturale reciprocamente arricchente”, ha affermato Putin durante la cerimonia al Cremlino per l’accoglienza dei nuovi ambasciatori stranieri.