Domenico Furgiuele, deputato della Lega, è indubbiamente il personaggio al centro del dibattito politico di oggi. È infatti lui ad aver prenotato la sala stampa della Camera per ospitare la conferenza stampa di CasaPound e di altre sigle di estrema destra, dedicata alla presentazione della proposta di legge sulla “remigrazione”.
Nonostante il tentativo del compagno di partito e presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il deputato leghista ha resistito alle richieste di annullare l’evento, date le polemiche sull’opportunità che il Parlamento ospitasse l’iniziativa di un movimento neofascista e di “figure con precedenti penali e una storia di violenza politica”, come sottolineato dal deputato dem Sergio Lai.
La conferenza stampa di CasaPound non è però l’unica ragione che ha portato recentemente Domenico Furgiuele al centro delle cronache. Da tempo, infatti, il deputato è considerato vicino all’europarlamentare Roberto Vannacci, il quale apparirebbe sempre più vicino all’uscita dalla Lega e alla fondazione di un partito autonomo.
Domenico Furgiuele è un politico italiano, deputato della Lega dal 2018. Dal 2022 ricopre per il partito il ruolo di capogruppo alla Camera.
Classe 1983, Furgiuele è nato a Lamezia Terme, in Calabria. Proprio nella sua regione ha ricoperto il ruolo di coordinatore regionale del Carroccio, contribuendo al radicamento del partito di Matteo Salvini sul territorio. È stato infatti tra i fondatori del movimento “Noi con Salvini”, nato per sostenere l’espansione del segretario leghista nel Sud e nel Centro Italia.
La storia politica di Furgiuele non inizia però nella Lega, in cui entra nel 2014. La sua militanza comincia giovanissimo, a 14 anni, nel Fronte Sociale Nazionale, per proseguire poi in Alleanza Nazionale e successivamente ne La Destra di Francesco Storace. Oggi è al centro delle polemiche per aver organizzato, a Montecitorio, una conferenza stampa di Casapound.
Domenico Furgiuele è laureato in Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Messina. Attualmente, secondo quanto riportato nel suo curriculum consultabile sul sito del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, risulta iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche all’Università Telematica Pegaso.
Dal punto di vista professionale, Furgiuele ha lavorato sin da giovane nel settore dell’edilizia, specializzandosi nelle pavimentazioni stradali. È amministratore della società Terina Costruzioni Srl. Proprio in qualità di titolare della società, è stato rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Waterfront.
In passato ha inoltre condotto una rubrica di approfondimento culturale per l’emittente di famiglia, “Ermes Tv”.
Sposato con Stefania Mazzei, Furgiuele è padre di Carlo Aurelio e Marco Tullio, rispettivamente di 13 e 10 anni. Molto legato alla famiglia, ama condividere sui social le immagini dei momenti trascorsi insieme.
Il tempo libero che gli resta da “lavoro, affetti e politica” lo dedica, come si legge nella sua biografia, a “viaggiare, stare con gli amici e i militanti”. Tra le sue letture preferite figurano Julius Evola, Friedrich Nietzsche, Yukio Mishima, Corneliu Zelea Codreanu e Alberto Bagnai.
Il 21 febbraio 2022, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha richiesto il rinvio a giudizio di Furgiuele nell’ambito dell’inchiesta Waterfront, la quale verte su presunti appalti pilotati per favorire le cosche della ’ndrangheta, in particolare quelle della Piana di Gioia Tauro.
Furgiuele è stato rinviato in qualità di rappresentante legale della società Terina, con l’accusa di turbativa d’asta in concorso in relazione a una singola gara d’appalto. Secondo l’avviso di garanzia notificato all’epoca, il parlamentare avrebbe messo a disposizione la sua società “per la presentazione di un’offerta concordata con altre imprese partecipanti al cartello, al fine di condizionare il risultato in loro favore”.
In passato, inoltre, sono emerse polemiche perché, come riportato da la Repubblica, Furgiuele è cognato dell’imprenditore Salvatore Mazzei, coinvolto in un procedimento di confisca volto a ricostruire “le origini di un patrimonio asseritamente acquisito in maniera illecita per un valore complessivo pari a 200 milioni di euro”, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
La vicenda si è poi conclusa con l'assoluzione di Mazzei e il pronunciamento della Cassazione che ha confermato la revoca della confisca già stabilita dalla Corte di Appello di Catanzaro.