La giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio nell'ambito delle nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
L'istanza riguardava l'esecuzione di nuovi accertamenti informatici sui pc della vittima e dell'allora fidanzato Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. Secondo la gip, tuttavia, mancherebbero i presupposti tecnico-procedurali previsti per casi del genere dalla legge.
In pratica, secondo la gip, un'eventuale perizia "terza" non richiederebbe, se svolta in dibattimento, più di 60 giorni, soglia fissata dalla normativa per ricorrere all'incidente probatorio nella fase delle indagini preliminari, al fine di evitare una sospensione eccessiva del processo.
Gli accertamenti sollecitati dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia - inclusi quelli riguardanti le ricerche effettuate sul pc di Stasi la sera del 12 agosto 2007 - sarebbero inoltre già compresi nella consulenza tecnica disposta dalla Procura di Pavia lo scorso 20 gennaio.
Circostanza, questa, che renderebbe superflua, per la giudice, la nomina di un ulteriore perito.
La difesa di Sempio puntava a un contraddittorio in questa fase per poter accedere alle copie forensi dei computer. "Non avendo preso parte ai processi del passato - aveva spiegato qualche giorno fa Cataliotti a Fanpage.it - siamo infatti gli unici a non averle" e a non aver lavorato, dunque, a consulenze di parte.
Qualora dall'analisi fosse emerso "un movente che può essere di Stasi e solo suo, cioè il fatto che Chiara Poggi abbia visto materiale pornografico", aveva aggiunto l'avvocato, la difesa avrebbe inoltre ottenuto "una prova a discarico di Andrea, visto che gli viene contestato il concorso".
Gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno già reso noti i risultati di una consulenza informatica di parte fimata da Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, secondo cui appunto la sera del 12 agosto Chiara avrebbe utilizzato il pc di Stasi in sua assenza, accedendo a una cartella contenente file pornografici (già esaminati all'epoca delle prime indagini).
Per la parte civile, tale elemento potrebbe configurare un movente, poiché tra i due, dopo la scoperta di quel materiale da parte della 26enne, potrebbe essere scoppiata una lite. Una ricostruzione contestata dalla difesa di Stasi. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis sostengono che dai primi accertamenti, il dato fornito non risulterebbe confermato.
Gli stessi legali hanno a loro volta affidato a un tecnico una consulenza informatica che riguarderà anche il contenuto del computer della vittima, utilizzato per sua stessa ammissione dall'attuale indagato, Andrea Sempio, in compagnia del fratello di Chiara, e ritenuto potenzialmente utile ai fini di una ricostruzione dei fatti. Si attendono a questo punto ulteriori sviluppi.