29 Jan, 2026 - 19:12

Perché il padre di Matteo Renzi deve restituire a Travaglio oltre 88 mila euro

Perché il padre di Matteo Renzi deve restituire a Travaglio oltre 88 mila euro

Festa bis al Fatto Quotidiano: pochi giorni dopo la vittoria legale contro Matteo Renzi, condannato a restituire a Marco Travaglio 225 mila euro, un'altra sentenza dà ragione al direttore.

Questa volta, a farne le spese è Tiziano Renzi, il padre dell'ex premier. Lui dovrà restituire a Travaglio 76.295 euro oltre a 12.459 euro di spese di giudizio. In tutto, oltre 88 mila euro. 

Il motivo l'ha spiegato, proprio sulle pagine del Fatto, Valeria Pacelli.

Perché Tiziano Renzi deve restituire a Travaglio oltre 88 mila euro

Allora, per quale motivo Tiziano Renzi deve mettere mano alla tasca e restituire a Marco Travaglio 76.295 euro più altre 12.459 di spese legali?

I fatti li ha ricostruiti la cronista Valeria Pacelli:

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Tiziano Renzi aveva querelato Marco Travaglio per la frase pronunciata il 9 marzo 2017 nel corso di Otto e mezzo, la trasmissione di Lilli Gruber su La7: Se il padre del capo del governo si mette in affari o si interessa di affari che riguardano aziende controllate dal governo...

In primo grado, Travaglio era stato condannato al risarcimento di 50 mila euro. E la sentenza era stata confermata dalla Corte d'Appello di Firenze.

L'ulteriore ricorso in Cassazione, però, ha riaperto la partita. Ha rimandato la questione alla Corte d'Appello che ha ribaltato il risultato: questa volta, ha dato ragione al direttore:

La sentenza bis della Corte d'Appello

Ma cosa hanno scritto in sentenza il 22 gennaio scorso i giudici della Corte d'Appello che hanno assolto Travaglio?

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Appare palese come l'obiettivo della critica fosse Matteo Renzi, e non il padre. Certamente, il giornalista ben poteva esprimere la sua opinione, avente ad oggetto un personaggio pubblico (ex presidente del Consiglio). Se anche, poi, si volesse sostenere che la critica coinvolgeva anche Tiziano Renzi, il risultato non muterebbe, posto che era impegnato nella vita politica essendo stato segretario del Pd di Rignano sull'Arno

I giudici, poi, hanno ricordato che all'epoca Tiziano Renzi era indagato nell'inchiesta Consip (dove è stato assolto in primo grado):

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Poiché è vero che all'epoca dei fatti Tiziano Renzi era iscritto nel registro degli indagati e che l'ipotesi investigativa era che avesse preso parte a un traffico illecito di influenze, si deve ritenere che il dato fattuale da cui Travaglio muoveva, nell'esternare la sua critica, avesse all'epoca dei fatti un pieno riscontro

Le toghe, infine, hanno ricordato che la libertà di manifestazione di pensiero diventa strumentale anche al controllo sul potere politico da parte dei cittadini e "assume la funzione di contribuire alla formazione della pubblica opinione". Oltre che quella di far aprire un'altra bottiglia nella redazione del Fatto.   

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