29 Jan, 2026 - 12:37

Ciclone Harry, l’Ars si divide: nove sì dal centrodestra ai fondi del Ponte per la ricostruzione

Ciclone Harry, l’Ars si divide: nove sì dal centrodestra ai fondi del Ponte per la ricostruzione

Anche l’Assemblea regionale siciliana (Ars) converge sulla proposta di Elly Schlein di destinare i fondi per il Ponte sullo Stretto agli interventi di ricostruzione, risanamento ambientale e messa in sicurezza del territorio devastato dal ciclone Harry nelle scorse settimane.

Con voto segreto, il Parlamento siciliano ha approvato un ordine del giorno presentato dal partito di opposizione Sud Chiama Nord. Nonostante il parere negativo del governo regionale guidato da Roberto Schifani, l’atto è passato grazie al voto favorevole di nove deputati della maggioranza: un segnale politico chiaro che, nella politica siciliana, ha provocato un vero e proprio terremoto.

L’Ars approva odg per dirottare i fondi del Ponte all’emergenza

L’ordine del giorno approvato ieri dal Parlamento siciliano impegna il governo regionale a chiedere al Governo la riprogrammazione delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) destinate al Ponte sullo Stretto per fronteggiare l’emergenza provocata dal ciclone Harry e la frana che ha colpito Niscemi.

La rimodulazione riguarda 5,3 miliardi di euro assegnati alla Sicilia per interventi di manutenzione del territorio e delle infrastrutture, di cui 1,3 miliardi destinati al cofinanziamento regionale del Ponte di Messina.

Queste risorse, si legge nell’ordine del giorno presentato dai deputati Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, dovranno essere destinate a un “programma straordinario di interventi per la ricostruzione, il risanamento ambientale, la messa in sicurezza del territorio e il ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone Harry”, oltre all’individuazione delle risorse necessarie per gli interventi urgenti nel Comune di Niscemi.

“Grazie a Sud Chiama Nord ora la Sicilia è un caso nazionale. Nessuna polemica, ma doveroso ruolo istituzionale”, ha scritto sui social il leader del partito Cateno De Luca, rivendicando il risultato politico e sottolineando come questa non sia “una battaglia ideologica contro le grandi opere, ma una scelta di buonsenso”.

Elly Schlein rilancia la proposta

Il voto dei nove deputati siciliani di maggioranza sull’ordine del giorno dell’opposizione, su un tema così sensibile – il dirottamento dei fondi per il Ponte sullo Stretto verso la ricostruzione dei territori colpiti dal ciclone – è entrato chiaramente al centro del dibattito politico nazionale.

Non a caso da Niscemi, dove si trovava per portare solidarietà alla cittadinanza colpita dalla frana che sta inghiottendo parte della città Elly Schlein ha rilanciato la proposta, già avanzata dal Partito democratico una settimana fa:

“Noi abbiamo proposto di utilizzare subito le risorse del Ponte, a partire da quelle stanziate per il 2026, che comunque non potranno essere utilizzate perché c’è il blocco della Corte dei Conti. Vorrei anche far notare che c’è stato un voto, a scrutinio segreto, dell’Assemblea regionale siciliana in cui la maggioranza di destra ha chiesto la stessa cosa”, ha detto la segretaria. “Perciò non si tratta di un’idea balzana di Schlein o del Pd”, ha aggiunto, sottolineando come, nell’ottica di un grande piano di prevenzione del dissesto, “anche gli altri 12 miliardi del Ponte sarebbero meglio spesi per questo scopo”.

Il no del Governo

Contro il voto dell’Assemblea regionale siciliana e la proposta del Partito democratico si è espresso chiaramente il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci. “Sono argomenti da caffè”, ha detto il ministro intervenendo a Rtl 102.5, bollando l’idea come parte del “benaltrismo”.

“I soldi per il Ponte appartengono al Ponte; quelli della ricostruzione al Dipartimento per la ricostruzione e sono già disponibili”, ha spiegato il ministro, chiudendo all’ipotesi. “Questo è l’argomento pretestuoso di chi è ideologicamente contrario alle grandi infrastrutture”, ha poi concluso.

“I fondi per le emergenze vanno trovati senza scippare risorse già destinate a infrastrutture strategiche per il Mezzogiorno”, ha dichiarato a L’Aria che tira, su La7, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, accusando le opposizioni di “sciacallaggio politico su una disgrazia”.

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