28 Jan, 2026 - 16:23

Macron ospita i leader di Danimarca e Groenlandia a Parigi. Frederiksen: “L’ordine mondiale come lo conosciamo è finito”

Macron ospita i leader di Danimarca e Groenlandia a Parigi. Frederiksen: “L’ordine mondiale come lo conosciamo è finito”

L’Artico torna al centro della diplomazia europea. A Parigi, Francia, Danimarca e Groenlandia hanno messo sul tavolo sicurezza, equilibri geopolitici e il ruolo futuro dell’Europa in una regione sempre più strategica.

Sicurezza nell’Artico, vertice a Parigi tra Francia, Danimarca e Groenlandia

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha incontrato, il 28 gennaio 2026, il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, e la premier danese, Mette Frederiksen. I tre leader si sono riuniti nella capitale francese, Parigi, nell’ambito di uno sforzo più ampio volto a discutere il sostegno all’isola artica.

Macron ha affermato che la Francia è d’accordo sulla necessità di rafforzare la difesa nell’Artico e ha citato tre fattori principali: la presenza militare della Russia nell’estremo nord, la crescente presenza economica della Cina e le conseguenze strategiche del loro avvicinamento. Ha inoltre aggiunto che la Francia sostiene un rafforzamento della sorveglianza e delle attività della NATO nell’Artico, chiarendo che Parigi è pronta a partecipare attivamente a questi sforzi.

Un fronte europeo unito e i valori democratici

Durante la loro visita a Parigi, Nielsen e Frederiksen hanno dato un chiaro segnale di fronte unito.

La premier danese ha evidenziato che "in una situazione in cui l'ordine mondiale, come lo conosciamo, è sotto pressione, cambia rapidamente [o] forse è scomparso, abbiamo bisogno di un'Europa più forte che mai".

Frederiksen ha indicato una direzione da seguire per le nazioni europee: "creare un'Europa di domani sicura e prospera". Ha così lanciato un appello ai paesi europei affinché diventino più indipendenti dagli Stati Uniti, sottolineando che è fondamentale che l’Europa si rafforzi.

Anche il primo ministro della Groenlandia ha adottato toni simili, sottolineando che la Groenlandia rappresenta solo una parte di una questione più ampia, che riguarda la difesa dei valori fondamentali del mondo democratico.

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La nostra stretta cooperazione in questa situazione non riguarda solo la Groenlandia. Va oltre la Groenlandia. Per noi, si tratta dei valori del mondo: la nostra democrazia, il rispetto del diritto e dell'ordine internazionale, l'integrità.

Linee rosse, rapporti transatlantici e riarmo europeo

In un’intervista congiunta con Frederiksen all’Università Sciences Po, Nielsen ha precisato che la Groenlandia ha alcune linee rosse invalicabili, pur esprimendo la speranza di raggiungere comunque una forma di accordo. Sono previsti colloqui tra Groenlandia, Danimarca e Stati Uniti per cercare una soluzione alla recente crisi.

Frederiksen ha invece avvertito che "l'ordine mondiale come lo conosciamo, contro cui abbiamo lottato per 80 anni, è finito e non credo che tornerà".

"Se permettiamo alla Russia di vincere in Ucraina, continueranno a farlo… Il modo migliore per gli Stati Uniti e l'Europa è restare uniti", ha affermato Frederiksen, sottolineando l’importanza della cooperazione e della coesione tra Europa e Stati Uniti in materia di sicurezza dell’Artico.

Secondo quanto riportato, Frederiksen ha inoltre riconosciuto le difficoltà dell’Europa nel difendersi autonomamente, rispondendo ai commenti del segretario generale della NATO, Mark Rutte. In particolare, ha ammesso che allo stato attuale sarebbe “estremamente difficile”, poiché l’Europa dipende ancora dagli Stati Uniti in settori chiave come intelligence e deterrenza nucleare.

Allo stesso tempo, però, ha voluto sottolineare che l’Europa è in grado di fare più di quanto venga ammesso pubblicamente.

Infine, il primo ministro danese ha ribadito che il riarmo europeo dovrebbe essere la massima priorità per i leader del continente, aggiungendo che fissare il 2035 come obiettivo sarebbe “troppo tardivo”.

Le dichiarazioni di Nielsen e Frederiksen sono arrivate dopo i colloqui tenuti il 27 gennaio a Berlino con il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

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