28 Jan, 2026 - 14:10

Anguillara, cosa ha deciso il Tribunale dei minori sull'affidamento del figlio di Federica Torzullo

Anguillara, cosa ha deciso il Tribunale dei minori sull'affidamento del figlio di Federica Torzullo

Il figlio di Federica Torzullo, la 41enne uccisa ad Anguillara Sabazia dal marito Claudio Carlomagno, papà del bambino, resterà con i nonni Stefano e Roberta, suoi affidatari, mentre il sindaco della cittadina, Angelo Pizzigallo, ricoprirà il ruolo di tutore legale. Lo ha stabilito nell'udienza tenutasi oggi il Tribunale dei minorenni di Roma, confermando la decisione già applicata il 17 gennaio. Tra le ipotesi c'era anche quella che il bambino di 10 anni fosse trasferito in una struttura protetta.

L'affidamento del figlio di Federica Torzullo ai nonni

Il verdetto è arrivato al termine dell'udienza tenutasi oggi, 28 gennaio, davanti al Tribunale dei minorenni di Roma, durata poco più di un'ora. In aula erano presenti, oltre ai legali delle varie parti, anche i nonni materni del bambino, riconosciuti alla fine suoi affidatari. 

Si è ritenuto, in pratica, che la permanenza del piccolo in casa dei familiari fosse meno traumatica di un collocamento - seppur temporaneo - in un'altra struttura, soprattutto in un momento già segnato per lui da una serie di eventi drammatici ravvicinati. 

Il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, è stato nominato - come anticipato ieri - suo tutore legale: dovrà in pratica garantire una supervisione istituzionale sulle decisioni che lo riguardano in raccordo con i servizi sociali. L'obiettivo? Proteggerlo.

Le dichiarazioni del legale della sorella della vittima

Una necessità, quella della tutela degli interessi del minore, sottolineata anche dall'avvocato Carlo Mastropaolo, che assiste la zia Stefania, sorella di Federica. 

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Vorrei un filtro da parte del tutore, che oggi è la persona del sindaco, e dei servizi sociali prima che il bambino possa avere in mano questa lettera, perché c'è ovviamente apprensione da parte della famiglia in ordine alle esternazioni che possa fare il padre,

ha dichiarato il legale riferendosi alla missiva che, secondo indiscrezioni, Carlo Carlomagno avrebbe scritto dal carcere per il figlio. La sorella di Federica avrebbe altresì espresso l'intenzione di incontrarlo.

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Vuole sapere la verità - ha spiegato l'avvocato - La versione vera, che non è quella che ha raccontanto.

Davanti agli inquirenti, l'uomo aveva spiegato di aver agito per paura di perdere l'affidamento del figlio. Ma secondo i familiari della moglie, pur considerando la separazione (consensuale) in corso, Federica non gli avrebbe mai impedito di vedere il bambino, poiché lo considerava un buon padre.

Più probabile, secondo loro ma anche secondo il giudice che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere e secondo i pm, che gli contestano il nuovo reato di femminicidio, che semplicemente l'uomo non accettasse il fatto di perderla, visto che tra l'altro aveva da poco saputo della relazione che la legava a un altro. 

Le indagini sul femminicidio e sull'occultamento del corpo

I carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia, coordinati dalla Procura di Civitavecchia, puntano a ritrovare l'arma utilizzata da Carlomagno - un coltello bilama - nella zona di Osteria Nuova, dove lui stesso ha ammesso di averla gettata.

Ma puntano anche ad acquisire informazioni utili a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Per chiarire - elemento centrale dell'inchiesta - se l'uomo avesse premeditato il delitto e/o se, nelle fasi successive, sia stato aiutato da qualcuno, come farebbero pensare le tempistiche ristrette.

Risposte potrebbero arrivare dall'analisi della scatola nera dell'auto che utilizzò la mattina del 9 gennaio e nei giorni successivi. È stata eseguita, intanto, all'Istituto di Medicina Legale della Sapienza, l'autopsia sui corpi dei genitori. Secondo il medico legale, Pasquale e Maria sarebbero morti per asfissia. 

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. L'ipotesi - corroborata da una lettera d'addio lasciata dai coniugi - è che abbiano deciso di togliersi la vita a causa del dolore e della vergogna provati per ciò che il figlio maggiore aveva fatto. 

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