Si apre un nuovo fronte polemico tra Salvini e la Corte dei Conti, e al centro c’è, ancora una volta, il Ponte sullo Stretto.
Nelle ore in cui il Governo stanzia 100 milioni per far fronte alle devastazioni causate dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna, e mentre il Partito democratico invita il ministro dei Trasporti a destinare i fondi del Ponte alla ricostruzione delle aree colpite dal maltempo, si riaccende lo scontro tra la magistratura contabile e il Governo.
La causa è il decreto Grandi Opere, che il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare domani e con il quale l’esecutivo punta a superare l’impasse che ha bloccato l’opera.
La questione riguarda in particolare la delibera CIPESS che, nell’agosto 2025, aveva approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto e che era stata poi bocciata, a ottobre 2025, dalla Corte dei conti, la quale aveva riscontrato profili di illegittimità sul piano finanziario e ambientale, bloccando di fatto l’opera.
Tra le criticità rilevate dai magistrati contabili vi erano, in particolare, la violazione della Direttiva europea Habitat, la violazione della Direttiva europea sugli appalti pubblici e la mancanza del parere economico-finanziario da parte dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti.
Secondo la bozza circolata nei giorni scorsi, nel decreto legge Grandi Opere che presenterà il ministero dei Trasporti, il ruolo della Corte dei conti sarebbe limitato al “controllo preventivo sul piano economico della delibera CIPESS”, escludendo atti e documenti collegati.
Inoltre, il decreto prevede la nomina dell’amministratore delegato della Società Stretto di Messina Spa a commissario straordinario del governo per il Ponte sullo Stretto. Al commissario, tra l’altro, spetterebbe la responsabilità di “coordinare la sottoposizione al controllo di legittimità della Corte dei conti dell’accordo di programma” e di “coordinare l’attività istruttoria propedeutica all’adozione di una nuova delibera CIPESS”.
Le novità introdotte dal decreto Grandi Opere, almeno per quanto contenuto nella bozza diffusa in queste ore, hanno suscitato “forte preoccupazione” nell’Associazione dei Magistrati della Corte dei Conti.
Secondo l’Associazione, il Governo starebbe tentando di superare le criticità sollevate dalla Corte, aggirando di fatto i rilievi posti dai magistrati. Il provvedimento, scrivono infatti, “prevederebbe l’emanazione di una nuova delibera CIPESS ma svuoterebbe di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei conti”, introducendo inoltre “ulteriore scudo per escludere la responsabilità per colpa grave anche in caso di danni alle finanze pubbliche”.
Sulla stessa linea si sono collocate le associazioni ambientaliste – Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf – che, in una nota congiunta, hanno espresso allarme per le modifiche previste.
Se approvate, scrivono le associazioni, queste consentirebbero alla Corte dei conti di “esprimersi esclusivamente sulla delibera CIPESS in quanto tale, senza alcuna verifica degli atti e delle analisi che l’hanno determinata”, sottolineando il “conflitto di interesse clamoroso” che si verificherebbe qualora fosse consentito all’amministratore delegato della società proponente l’opera di svolgere il “ruolo di commissario preposto a coordinare la produzione di questi atti”.
Le preoccupazioni dei magistrati della Corte dei Conti hanno d’altro canto irritato il ministro Salvini, che si è detto sorpreso dei commenti su un provvedimento, il decreto Grandi Opere, ancora non presentato ufficialmente e che arriverà in Consiglio dei ministri solo domani.
“Vogliamo agire nel massimo della trasparenza e replicare ai rilievi della Corte dei conti: questo sarà nel decreto, e il fatto che i magistrati lo contestino prima ancora della sua presentazione mi fa dubitare che qualcuno, per pregiudizi politici, non voglia il Ponte”, ha dichiarato, sottolineando di non avere interessi diretti o indiretti nell’opera, essendo residente “tra Milano e Roma”.