Sarà l'autopsia eseguita nei prossimi giorni sul corpo di Davide Borgione a chiarire se il 19enne - trovato in fin di vita in corrispondenza dell'incrocio tra corso Marconi e via Nizza, a Torino, la mattina di venerdì 23 gennaio - sia morto a causa di un malore, delle lesioni riportate dopo essere caduto dalla bici elettrica che aveva preso a noleggio oppure per l'urto subito da un'auto mentre era già a terra. La ricostruzione degli eventi si basa per ora solo sui filmati delle telecamere di sorveglianza e sulle dichiarazioni raccolte dalla polizia locale torinese, che indaga coordinata dalla pm Delia Boschetto.
Quella sera Davide Borgione si era recato in compagnia di alcuni amici alla discoteca "Milk" di via Sacchi; poi, per tornare a casa, nel quartiere Barriera di Milano, aveva noleggiato - come faceva spesso - una bici elettrica.
Secondo quanto è emerso dalle prime indagini, poco dopo aver iniziato a pedalare - senza il casco, che aveva lasciato a casa - sarebbe scivolato sull'asfalto bagnato della pista ciclabile di via Nizza, sbattendo la testa.
Quando, alle prime luci dell'alba, un passante lo ha notato a terra e ha dato l'allarme, la bici era integra e lui gravissimo: è stato trasferito d'urgenza all'ospedale Cto, ma nonostante i tentativi dei medici di salvarlo si è spento.
Le cause del decesso restano da chiarire. Non si sa, infatti, se il 19enne sia morto a causa delle lesioni riportate nella caduta, se abbia accusato un malore ancor prima di cadere, oppure perché, mentre era già ferito, un'auto lo ha urtato.
Il conducente, già identificato e ascoltato, avrebbe riferito agli agenti di non essersi accorto di nulla e di aver proseguito per questo la sua marcia. Una versione che, per il momento, secondo l'Ansa, sarebbe supportata dalle telecamere.
La posizione dell'uomo resta comunque al vaglio degli inquirenti, che una volta fatta chiarezza sulla dinamica dei fatti potranno decidere se procedere nei suoi confronti per omissione di soccorso (o omicidio stradale).
È caccia intanto allo sciacallo che, mentre Davide era a terra, si sarebbe avvicinato, sempre in auto, limitandosi a sfilargli il portafogli dalle tasche, senza aiutarlo. "Spera venga identificato e punito", ha dichiarato ai microfoni della Rai il padre del 19enne.
Nel 2023 l'uomo e la sua famiglia avevano già dovuto fare i conti con la morte improvvisa del fratello maggiore di Davide, Andrea. "Per fortuna - riconoscono ora nel dolore - esiste ancora chi si ferma. Quel ragazzo che ha chiamato i soccorsi. Voglio pensare che il bene, alla fine, conti ancora qualcosa".