26 Jan, 2026 - 11:20

Crans Montana, anche Vittorio Feltri si schiera contro l'ira di Giorgia Meloni: "La scarcerazione di Moretti non è uno scandalo"

Crans Montana, anche Vittorio Feltri si schiera contro l'ira di Giorgia Meloni: "La scarcerazione di Moretti non è uno scandalo"

Vittorio Feltri non la cita mai esplicitamente, ma quando gli viene chiesto un parere sulla scarcerazione di Moretti, il proprietario del locale di Crans Montana nel quale a Capodanno hanno trovato la morte 40 ragazzi, si schiera apertamente contro Giorgia Meloni.

La premier e il governo hanno esternato tutta la loro indignazione per la liberazione dell'uomo, invadendo, nelle vesti di politici, un campo che è della magistratura, in aggiunta, di un Paese straniero.

Questo, poi, in piena campagna referendaria per la riforma della giustizia, quando l'esecutivo è già sott'accusa di voler sottomettere le toghe al proprio potere.

Una contraddizione che Feltri coglie, anche senza dirlo, ma difendendo lo stato di diritto che prevede una netta separazione tra i tre principali poteri: esecutivo, legislativo e giudiziario.

Non ci si può, quindi, abbandonare all'ira, non si può sostituire la giustizia con la rabbia.

Crans Montana, Feltri contro Giorgia Meloni e a favore della scarcerazione di Moretti

Cosa ha scritto nello specifico Vittorio Feltri prendendo posizione sulla scarcerazione di Moretti commentata come uno scandalo dal governo Meloni?

virgolette
Capisco l'indignazione, perché parliamo di quaranta ragazzi morti, giovanissimi, e davanti a una simile carneficina l'istinto umano - prima ancora che quello civile - chiede una risposta immediata, esemplare, punitiva. Detto questo, però, è proprio quando l'emotività è più forte che bisognerebbe fermarsi un istante e ragionare. E il ragionamento, per quanto scomodo, porta a una conclusione che non piacerà a molti: la scarcerazione in sé non è uno scandalo. Lo sarebbe, semmai, se quelle persone la facessero franca

Feltri non cita l'atteggiamento assunto da Giorgia Meloni (con tanto di post su Facebook) e del suo governo che addirittura ha deciso di richiamare l'ambasciatore evidenziando una crisi diplomatica con la Svizzera all'indomani della decisione della magistratura elvetica di scarcerare Moretti dietro cauzione. Ma è una sorta di convitato di pietra nel ragionamento del direttore:

Feltri contro il metodo delle cauzioni

Nel suo intervento, Vittorio Feltri spiega che è contro il sistema delle scarcerazioni su cauzione perché rischia di rendere la legge non più uguale per tutti. 

Il direttore, per questo, si rallegra che questa regola non valga in Italia perché a quel punto la libertà sarebbe più garantita per chi ha un conto in banca bello sostanzioso.

Ma tant'è: sul caso Crans Montana, a giudicare sarà la magistratura svizzera con le sue procedure. E il direttore conviene su questo:

virgolette
Nel caso specifico, da quanto risulta, i giudici svizzeri hanno ritenuto che tali pericoli non sussistano più. I documenti sono stati ritirati, l'uomo è sottoposto a controlli, deve firmare regolarmente, è sorvegliato. Il rischio di fuga è quasi neutralizzato. Quello di inquinamento delle prove appare escluso: le prove, evidentemente, sono già state raccolte. Quanto alla reiterazione del reato, il locale è andato in fumo, l'attività è distrutta, tutto è sospeso. Pensare a una recidiva in termini concreti è, francamente, difficile

La conclusione che ne trae Feltri, quindi, è questa:

virgolette
No, non mi sento di indignarmi per il fatto che quest'uomo sia a piede libero. Mi indignerei se alla fine non pagasse per ciò che è accaduto. Perché qui le responsabilità appaiono gravissime: materiali non ignifughi, misure di sicurezza ignorate, uscite di emergenza sbarrate con un lucchetto e ostruite da arredi, un locale trasformato in una trappola mortale. Questo è il cuore dello scandalo, non la scarcerazione cautelare

A Giorgia Meloni fischieranno le orecchie.

 

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