26 Jan, 2026 - 11:11

Anguillara, si indaga per istigazione sul suicidio dei genitori di Carlomagno: lui sorvegliato a vista

Anguillara, si indaga per istigazione sul suicidio dei genitori di Carlomagno: lui sorvegliato a vista

La Procura di Civitavecchia indaga per istigazione al suicidio per far luce sulla morte dei genitori di Claudio Carlomagno, detenuto da domenica 18 gennaio per il femminicidio della moglie Federica Torzullo. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, 68 e 65 anni, sono stati trovati sabato sera impiccati a una trave nel giardino della loro villetta di via Tevere, ad Anguillara Sabazia; poco prima, avevano lasciato sul tavolo della cucina del figlio minore, che vive a Roma, una lettera in cui annunciavano le loro intenzioni.

Il fascicolo per istigazione al suicidio e gli accertamenti

Gli inquirenti vogliono approfondire eventuali pressioni psicologiche subite dalla coppia nei giorni precedenti alla morte. Chiarendo anche se e in che misura l'esposizione mediatica, gli insulti ricevuti sui social e le ipotesi investigative circolate su un possibile coinvolgimento di Pasquale nelle fasi successive al femminicidio possano aver inciso sulla loro decisione.

L'uomo era stato ripreso a bordo del suo furgone proprio davanti all'abitazione di via Costantino 9 la mattina dell'omicidio; tuttavia, il suo nome non risultava - né risulta tuttora - iscritto nel registro degli indagati per l'occultamento del cadavere della nuora Federica Torzullo. Sul suo corpo e su quello della moglie, già trasferiti all'Istituto di Medicina legale della Sapienza, sarà eseguita l'autopsia.

La lettera d'addio al figlio minore e la pressione mediatica

Sabato scorso, prima del gesto estremo, i coniugi hanno lasciato nell'appartamento romano del figlio minore una lettera d'addio in cui parlerebbero apertamente della disperazione di essere stati messi alla "gogna", del dolore e della vergogna provati per l'arresto dell'altro figlio.

Maria Messenio, ex assessora alla Sicurezza e alla Legalità del Comune di Anguillara, sarebbe uscita per giorni con una parrucca per paura di essere riconosciuta. Ma anche il marito si sarebbe allontanato dalla vita pubblica per evitare sguardi e commenti indiscreti. 

Claudio Carlomagno sorvegliato a vista nella sua cella

La notizia del suicidio - una tragedia nella tragedia, come l'ha definita qualcuno - è arrivata intanto anche a Claudio Carlomagno, detenuto dal 18 gennaio nel carcere di Civitavecchia. Subito dopo, l'uomo è stato posto sotto sorveglianza rafforzata, a vista. Si teme infatti che possa compiere gesti autolesionistici.

Fonti penitenziarie fanno sapere che sarebbe in uno stato di prostrazione. E che già diverse volte avrebbe detto di volersi suicidare ma di non avere il coraggio di farlo.

virgolette
Il mio pensiero non va solo a lui - ha dichiarato l'avvocato Andrea Miroli - ma a suo figlio, che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo anche il padre.

Proseguono, nel frattempo, le ricerche dell'arma che Carlomagno avrebbe utilizzato per ferire e uccidere la moglie: un coltello bitagliante che, stando alla sua versione, avrebbe gettato in un canale nella zona di Osteria Nuova.

L'uomo è accusato di femminicidio e occultamento di cadavere e rischia quindi l'ergastolo. Gli inquirenti pensano che possa aver avuto un complice: difficilmente in 45 minuti - come da lui ricostruito - avrebbe potuto fare tutto da solo. 

Il 9 gennaio, dopo aver ucciso Federica, ha sepolto il suo corpo sotto due metri di terriccio in un canneto retrostante l'azienda di famiglia, rispondendo ai messaggi della suocera per fingere che fosse ancora viva. La sera ne ha denunciato la scomparsa, tentando di depistare le indagini. Poi il ritrovamento e la confessione

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