25 Jan, 2026 - 09:30

Rischio Terza Guerra Mondiale? Cosa temono gli italiani su Groenlandia, Iran e Venezuela 

Rischio Terza Guerra Mondiale? Cosa temono gli italiani su Groenlandia, Iran e Venezuela 

Venezuela, Iran e Groenlandia. Tre stati divisi da migliaia di chilometri che nelle prime tre settimane del 2026 sono diventate il centro delle tensioni geopolitiche mondiali. Tre scenari che in maniera diversa hanno rischiato di trascinare l'occidente sull'orlo della Terza Guerra Mondiale. 

Fiumi di inchiostro sono stati utilizzati da analisti e esperti per spiegare perchè il mondo come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi non esiste più e a governare adesso non è più l'ordine, bensì il 'disordine mondiale'. 

I protagonisti in tutti e tre i casi sono sempre gli stessi i leader delle principali potenze occidentali: gli USA, la NATO, l'UE, Israele.

Il 2026 non è iniziato in discesa, tra incertezze e tensioni. Il sondaggio condotto da Youtrend per Sky TG24, diffuso nei giorni scorsi, che fotografa l’opinione degli italiani su tre delle principali questioni di politica internazionale che segnano l’inizio del 2026.

Agli intervistati è stato chiesto come l’Italia e l’Occidente dovrebbero muoversi di fronte a queste crisi: se intervenire militarmente, se limitarsi a strumenti diplomatici ed economici o se restare sostanzialmente alla finestra. 

Groenlandia, l’Italia divisa: difesa militare o non intervento? 

Sulla questione della Groenlandia, il sondaggio evidenzia un Paese diviso quasi a metà.

Il 39% degli italiani si dice favorevole all’invio di truppe sull’isola con l’obiettivo di scoraggiare le mire di Donald Trump e degli Stati Uniti, segnando una posizione di difesa attiva della sovranità danese e dell’equilibrio internazionale.

Si tratta della percentuale più alta tra le opzioni proposte, ma non raggiunge la maggioranza assoluta.

Di contro, il 36% degli intervistati ritiene che l’Italia non dovrebbe fare nulla, lasciando che la questione venga gestita direttamente da Danimarca e Stati Uniti. 

Marginale, invece, l’ipotesi di una pressione diplomatica su Copenaghen affinché ceda almeno in parte la sovranità agli USA: solo il 5% si dichiara favorevole. Rilevante, infine, il 20% di indecisi, segnale di un tema complesso e poco familiare all’opinione pubblica.

Iran, meglio le sanzioni della guerra e la condanna all'attacco al Venezuela 

Per quanto riguarda l’Iran, emerge una preferenza netta per strumenti di pressione non militari. Il 42% degli italiani vorrebbe un aumento delle sanzioni occidentali per fare pressione sul regime guidato da Ali Khamenei.

L’opzione dell’intervento militare diretto per rovesciare il regime raccoglie il consenso del 21%, mentre il 19% ritiene che non sia opportuno alcun intervento. Anche qui, una quota significativa, pari al 18%, non esprime un’opinione.

Sul Venezuela, il giudizio riguarda un’azione già compiuta: l’intervento degli Stati Uniti che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro.

 In questo caso prevale una valutazione negativa o molto negativa, espressa dal 50% degli italiani. Il 35% giudica invece l’operazione positivamente o molto positivamente, mentre il 15% non sa. Il dato segnala una diffusa diffidenza verso interventi armati unilaterali, anche quando producono un risultato immediato.

Nel complesso, le risposte mostrano una maggiore apertura verso sanzioni e strumenti di pressione economica rispetto all’uso diretto della forza militare, ma anche una significativa area di incertezza.

Groenlandia, Iran e Venezuela vengono percepiti come dossier complessi, sui quali non emerge un consenso netto, ma piuttosto un equilibrio instabile tra interventismo, cautela e disimpegno.

 

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