23 Jan, 2026 - 10:30

Covid, che fine hanno fatto i macchinari per le mascherine (costati 47 milioni)? L'audizione Angelini Pharma

Covid, che fine hanno fatto i macchinari per le mascherine  (costati 47 milioni)? L'audizione Angelini Pharma

Proseguono i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. Nei giorni scorsi i commissari di maggioranza e opposizione hanno ascoltato l’esame testimoniale del professor Sergio Marullo di Condojanni, all’epoca amministratore delegato di Angelini Holding e Angelini Pharma.

L’audizione si è concentrata in particolare sul tema delle mascherine, poiché la multinazionale farmaceutica italiana fu contattata dalla struttura del commissario straordinario per valutare la possibilità di produrre dispositivi di protezione individuale e macchinari per la loro realizzazione.

Nella primavera del 2020 la pandemia colse impreparata l’Italia, come il resto d’Europa. Il Paese non disponeva di scorte sufficienti di mascherine e DPI – nonostante il piano pandemico del 2006, seppur non aggiornato, raccomandasse la creazione di riserve di emergenza – e, soprattutto, non esisteva alcuna azienda italiana in grado di produrle su larga scala.

Nell'aprile 2020 il governo italiano, allora guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fu costretto ad avviare da zero una filiera produttiva nazionale. Angelini fu uno dei soggetti industriali a cui la struttura commissariale si rivolse.

Mascherine e macchinari: i 50 milioni e il mistero della destinazione finale

Nel corso dell’audizione è emerso che la struttura commissariale, nel marzo 2020 contattò Angelini Pharma per sondare la capacità dell’azienda di produrre mascherine e macchinari per la loro fabbricazione.

Il professor Condojanni ha spiegato che l’azienda riuscì a rispondere alla richiesta del governo adattando inizialmente i macchinari utilizzati per la produzione di assorbenti alla realizzazione di mascherine chirurgiche (FFP1).

Successivamente, Angelini realizzò 25 macchinari specifici per la produzione di mascherine, acquistati dallo Stato per un costo complessivo di circa 47 milioni di euro.
Condojanni – oggi CEO di Angelini – ha dichiarato di non sapere dove si trovino attualmente questi macchinari, precisando che, alla cessazione del contratto nel settembre 2021, essi furono consegnati al governo, che ne era proprietario.

Un punto su cui si è soffermata la deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, capogruppo in Commissione Covid.

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“Quanto all’audizione di oggi, è emerso anche che Angelini Pharma ha venduto alla stessa struttura commissariale venticinque macchinari per la produzione di mascherine, pagati circa 50 milioni di euro. L’economicità di questa operazione così come l’impiego successivo alla pandemia di questi macchinari restano un mistero su cui è necessario indagare”. 

Ha dichiarato l'esponente di FdI.

Audizione Angelini: nessuno studio sul paracetamolo durante la pandemia 

Dall’audizione sono emersi infine elementi anche sul cosiddetto protocollo “tachipirina e vigile attesa”. Il tema è stato affrontato solo marginalmente, non essendo oggetto diretto dell’audizione, ma sono comunque affiorati dettagli rilevanti.

Angelini Pharma è la casa farmaceutica che detiene il brevetto della Tachipirina. Rispondendo alle domande dei commissari, Condojanni ha chiarito che l’azienda non ha mai assunto una posizione pubblica a sostegno del protocollo che prevedeva la somministrazione del paracetamolo per il trattamento del Covid.

Alla domanda della deputata Buonguerrieri se Angelini avesse mai commissionato studi sull’efficacia del paracetamolo nei pazienti Covid, la risposta è stata netta:

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“No. Studi da parte nostra no, non specificatamente in relazione al Covid in quel periodo”.

Nessuno studio finanziato, dunque, sull’efficacia della Tachipirina nei malati di Covid. Anzi, quando la parlamentare di FdI ha citato una dichiarazione pubblicata sul sito di Angelini Pharma nel 2022, in cui si affermava che il paracetamolo non era un trattamento curativo del Covid-19, il rappresentante dell’azienda ha confermato:

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“Confermo è una dichiarazione scientifica”

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