23 Jan, 2026 - 09:15

Sondaggi politici, qualcuno gioca ad “Asso Pigliatutto” (oltre a Meloni) mentre il Pd crolla

Sondaggi politici, qualcuno gioca ad “Asso Pigliatutto” (oltre a Meloni) mentre il Pd crolla

Il Movimento 5 Stelle ricomincia a crescere dopo settimane di flessione, mentre il Pd per la prima volta da tempo si ferma.

E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio di Youtrend per SkyTg24 che evidenzia come la rivalità tra i due principali partiti del campo progressista si rifletta anche sulle preferenze dell'elettorato: una parte consistente di elettori dell'area progressista oscilla di settimana in settimana tra i due partiti. 

Il risultato? La coalizione non cresce, ma fa registrare solo una redistribuzioni di voti al suo interno. 

Continua a crescere anche Fratelli d'Italia, che nel centrodestra si prende tutte le preferenze degli elettori. 

Il consenso verso il governo guidato da Giorgia Meloni resta, tuttavia, fragile: il 62% degli italiani esprime un giudizio negativo sull’esecutivo, contro un 33% che lo valuta positivamente. 

Ecco, allora, nel dettaglio come sono cambiate le intenzioni di voto degli elettori italiani rispetto all'ultima rilevazione datata 23 dicembre 2026. 

Sondaggi politici oggi, Meloni non si ferma ma gli alleati sono in affanno

Le elezioni non si vincono con un solo partito al comando, almeno non con la legge elettorale italiana.

La corsa inarrestabile di Fratelli d'Italia nelle preferenze degli italiani, quindi, è una buona notizia per metà se confrontata con il calo di Lega e Forza Italia. 

Il centrodestra resta la coalizione di maggioranza, ma solo grazie al traino di Fratelli d'Italia che questo mese sale al 29,4% guadagnando 1,1 punti rispetto alla rilevazione precedente. 

Un risultato che rafforza la leadership di Giorgia Meloni, anche se si accompagna a un giudizio complessivamente negativo sull’operato del governo.

Diversa la situazione degli alleati sempre in affanno. La Lega resta sostanzialmente stabile all’8,2%, con un incremento minimo (+0,1) che non modifica una fase di stagnazione ormai prolungata.

Forza Italia, invece, perde terreno e scende al 7,7% (-0,6), confermando le difficoltà nel mantenere un profilo competitivo all’interno della coalizione. Noi Moderati rimane allo 0,9%.

Nel complesso, il centrodestra continua a beneficiare della spinta di FdI, ma mostra segnali di squilibrio interno, con un partito dominante e alleati che faticano a intercettare consenso.

Centrosinistra, balzo in avanti del M5S che cannibalizza il Pd

Il sondaggio segnala un momento complicato per il Partito Democratico, che scende al 21,4%, perdendo 1,8 punti in poco più di un mese.

Un calo significativo, che riapre il dibattito sulla capacità del Pd di proporsi come alternativa credibile al governo e di guidare un campo progressista frammentato.
Dove sono finiti i voti persi? Una buona percentuale in casa M5S che questo mese guadagna l'1,1% e sale al 13,8%, uno dei risultati migliori dalle Europee del 2024.

Anche Alleanza Verdi Sinistra registra un arretramento, attestandosi al 6,7% (-0,7). Il dato suggerisce una difficoltà complessiva dell’area progressista nel capitalizzare il malcontento verso l’esecutivo. Più stabili le forze centriste e liberal: Azione resta al 3,3%, +Europa al 2,0% e Italia Viva all’1,9%,.

Il centrosinistra appare dunque diviso e in affanno, incapace al momento di trasformare il giudizio negativo sul governo in una crescita elettorale consistente.

Chi vincerebbe se si votasse oggi – Il paradosso del consenso

Se si votasse oggi, Fratelli d’Italia risulterebbe nettamente il primo partito, mentre il centrodestra nel suo complesso conserverebbe un vantaggio competitivo (46,2%).

Tuttavia, il dato sugli indecisi e sugli astenuti – ancora altissimo al 34,5%, seppur in calo di 2,8 punti – racconta un’altra storia: una larga fetta di elettorato resta distante dalla politica o non si riconosce nelle attuali offerte.

In questo scenario si inserisce la crescita del Movimento 5 Stelle, che sale al 13,8% (+1,1). Un risultato che evidenzia una migliore capacità del M5S di intercettare il disagio sociale e il voto di protesta, a differenza di un Pd in difficoltà. Il campo progressista raggiunge il 41,9%, che diventa 45,8% con l'apporto di Italia Viva e + Europa.

Il quadro che emerge è quindi quello di una vittoria probabile del centrodestra, ma su basi fragili, in un Paese dove il distacco tra cittadini e istituzioni resta uno dei principali fattori di incertezza.

 

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