22 Jan, 2026 - 12:40

Una consonante scatena il caos alla Camera, un equivoco infiamma Montecitorio: cosa è successo?

Una consonante scatena il caos alla Camera, un equivoco infiamma Montecitorio: cosa è successo?

Ci sarebbe uno scambio di una consonante dietro la bagarre esplosa questa mattina alla Camera dei Deputati dove sono volate parole pesanti tra maggioranza e opposizione.

Chiara Appendino (M5S) definisce 'cronista' la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ma dai banchi della maggioranza si capisce 'tronista' e il deputato di Fratelli d'Italia, Paolo Trancassini, reagisce chiedendo alla vicepresidente Ascani di stigmatizzare le parole della 'pregiudicata' Appendino, facendo esplodere la protesta delle opposizioni. 

Al centro della polemica una parola pronunciata – o fraintesa – durante un precedente intervento dell'ex sindaca di Torino.

Un semplice scambio di consonante che, tuttavia, ha acceso a tal punto gli animi, da costringere la presidente di turno ad intervenire più volte per riportare la calma.

Ecco cosa è successo durante la seduta odierna - giovedì 22 gennaio 2026 - alla Camera dei Deputati tra Appendino e Trancassini.

Bagarre alla Camera,  da “cronista” a “tronista”: insulti e proteste a Montecitorio

La bagarre nell'aula di Montecitorio è scoppiata subito dopo l'intervento della deputata M5S, Chiara Appendino.

L'ex sindaca di Torino, come i suoi colleghi di opposizione prima di lei, stava stigmatizzando il rifiuto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di accogliere la richiesta di aggiornare il Parlamento sulla posizione del governo rispetto ai dossier Groenlandia e Gaza prima del vertice del Consiglio Europeo in programma stasera.

Appendino ha definito per due volte 'cronista' la premier, riferendosi al suo intervento alla trasmissione televisiva di Rai Uno, "Porta a Porta" andata in onda ieri sera. 

virgolette
Una cosa è chiara, proprio non ci pensa la presidente Meloni a venire in Parlamento a dirci cosa farà in Consiglio Europeo, però una cosa la sa fare benissimo: va da Vespa a dirci che va tutto bene. Significa che mentre gli altri decidono le sorti del mondo e del nostro Paese, Meloni fa la cronista da Bruno Vespa e a noi non sembra proprio normale. Di una cronista non ce ne facciamo assolutamente nulla.

Ha dichiarato Appendino. La parola 'cronista' tuttavia si è trasformata nella miccia dello scontro successivo con l'opposizione.

Trancassini attacca Appendino: "Ha dato per due volte della tronista alla Presidente"

L’espressione utilizza dalla deputata pentastellata è stata interpretata da alcuni esponenti della maggioranza come “tronista”, termine che ha immediatamente suscitato indignazione e proteste dai banchi di Fratelli d’Italia.

Proprio questa presunta offesa ha dato il via alla reazione di Paolo Trancassini, che ha chiesto un intervento formale dell’Aula per censurare le parole di Appendino che ha definito ''pregiudicata''. 

virgolette
Chiedo di stigmatizzare l'intervento della pregiudicata Appendino. Ha dato per due volte della 'tronista' alla presidente del Consiglio. E' una cosa che non fa parte della dialettica parlamentare. Sul fatto che abbia dato della pregiudicata alla collega mi attengo ai fatti di cronaca. Una persona condannata in via definitiva in questa nazione è un pregiudicato''.

Volano gli stracci, Grimaldi (AVS): "Comunista per noi non sarà mai un’offesa''

Appendino non è intervenuta direttamente nella fase più accesa dello scontro, ma il suo nome è diventato il fulcro di una disputa politica che ha rapidamente coinvolto l’intero emiciclo.

Dal Movimento 5 Stelle, Carmela Auriemma ha chiesto sanzioni disciplinari:

virgolette
''Si apra un procedimento disciplinare nei confronti del questore che offende in maniera gratuita. Non esiste che si dia del pregiudicato a un altro collega. Non cada nel vuoto una offesa del genere''.

A rendere ancora più esplosiva la situazione è stato l’intervento di Marco Grimaldi di Avs, che ha risposto alle urla provenienti dai banchi della maggioranza: 

virgolette
'La parola comunista per noi non sarà mai un’offesa''. E ha aggiunto:''Soprattutto se viene detto da post fascisti che non hanno neanche il coraggio di capire che cosa sono stati nella storia di questo Paese. 

Nel tentativo di riportare il confronto su binari istituzionali, Grimaldi ha poi chiarito:

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''Noi rispettiamo l'aula, non penseremmo mai di dare a un ministro dell'indagata invece di chiamarla ministra. Invito tutti ad abbassare i toni e a non nominare i parlamentari con epiteti.

Alla base di tutto, resta un equivoco linguistico che ha trasformato una parola in una miccia politica pronta a esplodere.

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