22 Jan, 2026 - 11:09

Board of Peace per Gaza, opposizioni contro Meloni: "Dica no all'Onu a pagamento di Trump"

Board of Peace per Gaza, opposizioni contro Meloni: "Dica no all'Onu a pagamento di Trump"

Giorgia Meloni frena per motivi costituzionali sul dossier Italia nel Board of Peace per Gaza, ma la questione è tutt'altro che chiusa per l'opposizione, che chiede al governo di prendere una posizione netta e decisa sul no alla partecipazione all'organismo alternativo per la gestione dei conflitti internazionali promosso da Donald Trump. 

Nella giornata di ieri è stato un susseguirsi di dichiarazioni al vetriolo e attacchi contro Palazzo Chigi, reo di non aver detto di 'no' all'invito di Trump e soprattutto di non andare in Parlamento a spiegare la linea che intende seguire sulle questioni internazionali, Groenlandia compresa. 

Le dichiarazioni di ieri sera - mercoledì 21 gennaio - della presidente del Consiglio alla trasmissione televisiva "Porta a Porta" su Rai Uno hanno contribuito ad alimentare lo scontro.

La proposta del board internazionale degli USA viene letta dalle opposizioni come un tentativo di svuotare e superare il ruolo delle Nazioni Unite, introducendo una logica selettiva e “a pagamento” nella diplomazia globale.

Opposizioni che per la prima volta dopo diversi mesi, si ritrovano con una posizione unitaria su una questione di politica estera. 

Una “Onu a pagamento”? L'attacco delle opposizioni al Governo

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein boccia senza appello il progetto. 

"Devono funzionare le Nazioni unite", afferma la segretaria dem - ospite della trasmissione di Bruno Vespa -che definisce il Board of peace per Gaza "una Onu a pagamento fatta su misura e per gli interessi di Trump, l'Italia deve dire di no". 

Sulla stessa linea il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha invitato il governo a non aderire: 

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“Auspichiamo che l'Italia non entri nel Board of Peace. Non ci sono le condizioni per pensare, nonostante sia stata la risoluzione dell'Onu, che quello sia un organismo che assicuri il rispetto di tutti i principi, di tutte le regole, di tutte le procedure conformi al diritto internazionale”. 

Conte chiede invece un impegno chiaro per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per una pressione europea su Israele, arrivando fino alla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele.

Per Angelo Bonelli "di fronte a questa speculazione di Trump la risposta deve essere no. Noi ci auguriamo che Giorgia Meloni dica no e vogliamo sapere se darà qualche denaro a Trump per questa operazione di speculazione immobiliare".

Aggiunge Fratoianni:

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 Oggi più che mai occorre evitare che si spengano le luci, che cali il silenzio sulla questione palestinese di fronte allo scandalo, allo scempio che è sotto i nostri occhi in questo momento, il cosiddetto Board of Peace, il tentativo di costruire una Onu parallela che va però per censo invece che sulla base del diritto internazionale. E' un gigantesco scandalo.

La maggioranza frena: dubbi giuridici e decisione rinviata

Nel campo della maggioranza prevale invece la cautela. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si limita a osservare:

“Leggendo le agenzie mi sembra ci sia qualche problema”, lasciando intendere che l’adesione italiana non sia affatto scontata.

Ancora più prudente il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, secondo cui “bisogna lasciare tempo al tempo” perché “un conto è un’idea e un conto è la sua applicazione”.

La decisione, chiarisce, spetta alla presidente del Consiglio e arriverà solo dopo le necessarie valutazioni giuridiche. Linea ribadita dalla premier nel salotto politico di "Porta a Porta".

Anche Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, sottolinea le perplessità:

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“l’ingresso nel Board of Peace suscita più di qualche perplessità per l’irrituale formula adottata, che presenterebbe profili di incostituzionalità che vanno accuratamente approfonditi”.

Parole che confermano come, dentro la coalizione di governo, il dossier sia tutt’altro che definito.

 

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