L'opposizione l'accusa di voler cambiare la Costituzione per non dover dire di no a Trump e di rendere l'Italia subalterna a Trump sulla Groenladia, ma Giorgia Meloni chiarisce che la partita dell'Italia per la partecipazione al Board of Peace di Trump non è chiusa, ma solo rinviata.
La Costituzione impedisce al governo di firmare? Vedremo. e sulla Groenlandia non ha mai pensato che il presidente Usa avesse intenzione di invadere l'isola, anzi ha fatto bene a porre una la questione di sicurezza.
Questa in sintesi la posizione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel salotto di Bruno Vespa ospite dello speciale per i 30 anni della trasmissione "Porta a Porta".
Posizione che ha suscitato l'immediata reazione del centrosinistra, che da giorni preme su Palazzo Chigi per conoscere la posizione del governo italiano su entrambe le questioni.
L'opposizione aveva chiesto che la premier andasse in Parlamento a spiegare, ma alla fine il chiarimento è avvenuto tramite mezzo televisivo.
Inutile dire che le dichiarazioni di Meloni non sono piaciute al centrosinistra. Ecco, allora, cosa ha detto Meloni su Board of Peace e Groenlandia e perché l'opposizione l'attacca.
La partita dell'Italia nel Board of Peace per Gaza di Donald Trump non è chiusa definitivamente, ma solo rimandata.
Il Board of Peace è un'organizzazione di Stati voluta dal Presidente Usa per gestire la ricostruzione della Palestina in cui si entra solo su invito di Washington (il nostro governo è tra quelli che hanno ricevuto l'invito) e con il pagamento di un gettone di 1 miliardo di dollari.
L'accordo con gli Stati che hanno deciso di aderire all'invito americano si firmerà oggi a Davos in Svizzera, ma l'Italia come chiarito dalla premier non sarà tra questi, poiché la Costituzione italiana impedisce di aderire ad organizzazioni in cui i partecipanti non hanno pari potere decisionale.
Nel Board i Paesi prendono le decisioni insieme, ma Trump ha diritto di veto.
La presenza dell'Italia nell'organismo parallelo all'Onu, tuttavia, è considerato importante dal governo che starebbe valutando sul piano giuridico le strade da percorrere.
Ha detto la premier che poi ha replicato alle accuse dell'opposizione chiarendo di non considerare il board in contrasto con l'Onu.
E sulla possibilità di dover sedere allo stesso tavolo con il Presidente russo, Vladimir Putin ha parlato di 'questione politica', ma ha anche detto che: "in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare, ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi..."
La mia intervista per lo speciale dedicato ai 30 anni di Porta a Porta, con Bruno Vespa ed Enrico Mentana. pic.twitter.com/ipBpwNsaUW
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) January 21, 2026
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in partenza per Bruxelles dove stasera è in programma un vertice straordinario del Consiglio Europeo per discutere del caso Groenlandia.
Il consiglio si terrà comunque, nonostante la crisi sia in parte rientrata dopo le dichiarazioni più concilianti del presidente degli Stati Uniti che ha chiarito di non voler usare la forza militare per risolvere la questione e ha ritirato le minacce di dazi ai paesi europei che si sarebbero opposti ai suo progetti sull'isola danese nell'artico.
Sulla questione groenlandese, la premier italiana ha detto di non essere rimasta stupita dalle ultimi dichiarazioni del tycoon americano.
Ha detto la premier Giorgia a 'Porta a porta', nella puntata andata in onda ieri sera.
Meloni, che aveva criticato l'annuncio di Trump di imporre dazi agli Stati dell'UE che avevano inviato soldati in Groenlandia, ha però sottolineato che il tema della sicurezza dell'Artico, posto dagli americani - è un tema 'reale'.
Le dichiarazioni della presidente del Consiglio su Gaze e Groenlandia hanno suscitato le critiche del centrosinistra.
In merito alla posizione del governo sull'ingresso al Board of Peace for Gaza, il deputato del Pd, Peppe Provenzano, l'accusa di voler cambiare la Costituzione pur di non dover dire di no a Trump.
Il leader di AVS, Angelo Bonelli, rinnova la richiesta alla premier di spiegare in Parlamento la posizione del governo.