22 Jan, 2026 - 10:27

Board of Peace e Groenlandia: cosa ha detto davvero Meloni da Vespa per far infuriare il Pd

Board of Peace e Groenlandia: cosa ha detto davvero Meloni da Vespa per far infuriare il Pd

L'opposizione l'accusa di voler cambiare la Costituzione per non dover dire di no a Trump e di rendere l'Italia subalterna a Trump sulla Groenladia, ma Giorgia Meloni chiarisce che la partita dell'Italia per la partecipazione al Board of Peace di Trump non è chiusa, ma solo rinviata.

La Costituzione impedisce al governo di firmare? Vedremo. e sulla Groenlandia non ha mai pensato che il presidente Usa avesse intenzione di invadere l'isola, anzi ha fatto bene a porre una la questione di sicurezza.

Questa in sintesi la posizione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel salotto di Bruno Vespa ospite dello speciale per i 30 anni della trasmissione "Porta a Porta".

Posizione che ha suscitato l'immediata reazione del centrosinistra, che da giorni preme su Palazzo Chigi per conoscere la posizione del governo italiano su entrambe le questioni.

L'opposizione aveva chiesto che la premier andasse in Parlamento a spiegare, ma alla fine il chiarimento è avvenuto tramite mezzo televisivo. 

Inutile dire che le dichiarazioni di Meloni non sono piaciute al centrosinistra. Ecco, allora, cosa ha detto Meloni su Board of Peace e Groenlandia e perché l'opposizione l'attacca.

Board of Peace per Gaza, cosa ha detto Meloni: perché l’Italia non firma?

La partita dell'Italia nel Board of Peace per Gaza di Donald Trump non è chiusa definitivamente, ma solo rimandata.

E' quanto si evince dalle dichiarazioni della presidente Meloni che, ieri sera, ha chiarito che al momento l'articolo 11 della Costituzione impedisce all'Italia di firmare l'accordo e che occorre tempo.

Il Board of Peace è un'organizzazione di Stati voluta dal Presidente Usa per gestire la ricostruzione della Palestina in cui si entra solo su invito di Washington (il nostro governo è tra quelli che hanno ricevuto l'invito) e con il pagamento di un gettone di 1 miliardo di dollari.

L'accordo con gli Stati che hanno deciso di aderire all'invito americano si firmerà oggi a Davos in Svizzera, ma l'Italia come chiarito dalla premier non sarà tra questi, poiché la Costituzione italiana impedisce di aderire ad organizzazioni in cui i partecipanti non hanno pari potere decisionale.

Nel Board i Paesi prendono le decisioni insieme, ma Trump ha diritto di veto.

La presenza dell'Italia nell'organismo parallelo all'Onu, tuttavia, è considerato importante dal governo che starebbe valutando sul piano giuridico le strade da percorrere.

virgolette
C'è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione. Questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c'è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura. 'La posizione dell'Italia è di apertura, nel senso che noi siamo aperti, disponibili e interessati''.

Ha detto la premier che poi ha replicato alle accuse dell'opposizione chiarendo di non considerare il board in contrasto con l'Onu.

virgolette
Non credo che un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l'altro le ricordo che il Board of Peace nasce all'interno, diciamo, nell'ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite.

E sulla possibilità di dover sedere allo stesso tavolo con il Presidente russo, Vladimir Putin ha parlato di 'questione politica', ma ha anche detto che: "in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare, ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi..."

Groenlandia, la "rivincita" di Meloni dopo le mosse di Trump

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in partenza per Bruxelles dove stasera è in programma un vertice straordinario del Consiglio Europeo per discutere del caso Groenlandia.

Il consiglio si terrà comunque, nonostante la crisi sia in parte rientrata dopo le dichiarazioni più concilianti del presidente degli Stati Uniti che ha chiarito di non voler usare la forza militare per risolvere la questione e ha ritirato le minacce di dazi ai paesi europei che si sarebbero opposti ai suo progetti sull'isola danese nell'artico.

Sulla questione groenlandese, la premier italiana ha detto di non essere rimasta stupita dalle ultimi dichiarazioni del tycoon americano.

virgolette
''Lo dico da più di un anno che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia. Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere, no? E quindi a me non ha stupito.

Ha detto la premier Giorgia a 'Porta a porta', nella puntata andata in onda ieri sera.

virgolette
''Sono contenta che lo abbia ribadito che l'abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni.

Meloni, che aveva criticato l'annuncio di Trump di imporre dazi agli Stati dell'UE che avevano inviato soldati in Groenlandia, ha però sottolineato che il tema della sicurezza dell'Artico, posto dagli americani - è un tema 'reale'.

virgolette
Tutto l'Artico e la Groenlandia diventano zone che hanno una particolare strategicità e sicuramente il rischio che ad esempio le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi, che fanno gola a molte potenze straniere, che non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo è un tema reale, è il tema che pongono gli americani''.

“Non dire no a Trump”: il centrosinistra contro Meloni

Le dichiarazioni della presidente del Consiglio su Gaze e Groenlandia hanno suscitato le critiche del centrosinistra.

In merito alla posizione del governo sull'ingresso al Board of Peace for Gaza, il deputato del Pd, Peppe Provenzano, l'accusa di voler cambiare la Costituzione pur di non dover dire di no a Trump.

virgolette
Non ce la fa. Giorgia Meloni non riesce a dire no a Donald Trump su nulla. Ammette, suo malgrado, che nell’aderire al cosiddetto Board of Peace ci sarebbe un problema di costituzionalità: cioè, è incompatibile con uno dei principi fondamentali della Costituzione, l’articolo 11. Ma invece di chiudere ogni discussione, al netto di ogni altra considerazione politica, continua a dirsi aperta. Vorrà cambiare i principi fondamentali della nostra Carta pur di non dispiacere a Trump?. 

Il leader di AVS, Angelo Bonelli, rinnova la richiesta alla premier di spiegare in Parlamento la posizione del governo.

virgolette
La presidente Meloni venga immediatamente in Parlamento a spiegare al Paese queste scelte, il suo silenzio su Gaza, il suo rapporto di subalternità con Trump e perché l’Italia dovrebbe prestarsi a operazioni opache mascherate da iniziative di pace. La democrazia parlamentare non è un optional.

 

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