21 Jan, 2026 - 17:55

Dl Ucraina, via la parola “militari”, la maggioranza cede alla Lega: “Passa la linea Vannacci”

Dl Ucraina, via la parola “militari”, la maggioranza cede alla Lega: “Passa la linea Vannacci”

Alla fine sul decreto Ucraina è passata la linea della Lega, o meglio quella fronda leghista più intransigente che non vuole sentire parlare di aiuti militari a Kiev.

Oggi la commissione Esteri della Camera ha approvato un emendamento presentato da alcuni esponenti della maggioranza che prevedeva l’eliminazione della parola ‘militari’ dal titolo e dalla rubrica del provvedimento.

Una scelta che, secondo le forze di opposizione, non è solo simbolica ma rappresenta un arretramento politico – che sconfessa la linea del governo rappresentata in Parlamento dal ministro della Difesa, Guido Crosetto – ma anche un segnale ambiguo sul sostegno italiano all’Ucraina nel conflitto con la Russia.

Le reazioni delle opposizioni sono state durissime e trasversali, da Azione a +Europa, da Avs al Partito democratico, che parlano apertamente di ipocrisia, propaganda e mancanza di trasparenza nei confronti del Parlamento e dei cittadini.

Ecco cosa è accaduto nel dettaglio.

Dl Ucraina, via la parola “militari”, accuse al governo: “Passa la linea Vannacci”

A scatenare l’ennesima polemica politica intorno al Dl Ucraina, con cui il governo italiano si impegna a rinnovare per il 2026 gli aiuti militari e civili al governo di Kiev, è stata l’approvazione in Commissione Esteri dell’emendamento presentato da esponenti della maggioranza – Zoffili, Ciaburro, Saccano Jotti e Carfagna – che elimina la parola “militari” dal titolo del decreto Ucraina. 

Una modifica che riguarda solo il titolo e la rubrica ma lascia invariato il contenuto del provvedimento che di fatto continua a prevedere anche il sostegno militare all’Ucraina.

Per l’opposizione l’esito finale del voto in commissione è una ‘resa incondizionata’ alla linea della Lega: una modifica puramente lessicale ma politicamente significativa, pensata per soddisfare la linea della Lega e l’area più scettica sull’invio di armi, rappresentata simbolicamente dal generale Roberto Vannacci.

Per l’ex ministra Elena Bonetti, presidente di Azione, è passata “la linea Vannacci”:

virgolette
“Politicamente è la prova che la maggioranza pur di non scontentare la Lega sconfessa non solo le parole del ministro Crosetto ma l’impegno sul fronte europeo che fino a ora il nostro Paese aveva mantenuto. Si tratta di una operazione menzognera verso i cittadini e che fa arretrare l’Italia sulla difesa dell’Ucraina e dell’Europa. E dimostra che il centro destra è ormai piegato ai ricatti di Vannacci.

Accuse al governo arrivano anche Benedetto Della Vedova (+Europa):

virgolette
Da Draghi a oggi, Meloni aveva schierato l’Italia con Kyiv con serietà e lealtà, con il voto di oggi la presidente del Consiglio torna all’italietta, senza serietà e senza lealtà politica. Nei confronti degli ucraini e nei confronti degli italiani.

Decreto Ucraina, la maggioranza cede alla Lega: bufera politica in commissione

Utilizza toni più duri Nicola Fratoianni, leader di Avs, che parla apertamente di una mistificazione:

virgolette
Siamo di fronte a una planetaria, gigantesca presa per il c..o nei confronti del Parlamento, degli italiani, degli ucraini.

E aggiunge:

virgolette
Non c'è nessuna discontinuità. Il decreto è paro paro a quelli che abbiamo votato negli anni scorsi, nel titolo scompare la parola militare, ed è una cosa che offende l'intelligenza oltre che la dignità perché la relazione introduttiva del decreto, cita la parola 'militari' 56 volte. 

Anche il Pd si aggiunge al coro di critiche con Lia Quartapelle:

virgolette
La destra gioca con le parole e nasconde che l’Italia sostiene l’Ucraina anche con mezzi militari. Non hanno il coraggio di dire quello che fanno.

E Filippo Sensi:

virgolette
Il balletto della maggioranza sugli aiuti civili e non militari all’Ucraina sarebbe ridicolo se non fosse patetico. Mi fanno orrore. Non ho altre parole per tanta ipocrisia.

 

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