La Camera dei deputati ha approvato la risoluzione unitaria della maggioranza di centrodestra sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto riguardanti la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi e materiali militari all'Ucraina.
Il testo ha ottenuto 186 sì, 49 no e 81 astenuti, ma ha registrato il dissenso interno alla Lega, con due parlamentari che hanno votato contro: Rossano Sasso ed Edoardo Ziello.
Entrambi sono dati come vicinissimi al Generale Roberto vannacci.
Rossano Sasso, deputato salernitano della Lega e sottosegretario alla Scuola, è noto per le sue posizioni dure su immigrazione e sovranismo, spesso allineate all'ala dura del partito guidato da Matteo Salvini.
Sasso ha votato no alla risoluzione, motivando il dissenso con l'esigenza di priorizzare la via diplomatica e limitare gli aiuti militari, in linea con una visione quantomeno scettica sull'impegno italiano in Ucraina.
Edoardo Ziello, deputato napoletano, condivide posizioni analoghe: attivo sui social contro gli "sprechi" per Zelensky, ha espresso il no in Aula, criticando l'escalation armata senza garanzie di pace.
Entrambi sono considerati "vannacciani" per l'affinità politica con il Generale Roberto Vannacci, figura simbolo dell'ala oltranzista della Lega, che ha promosso anche un flash mob contro il decreto Ucraina.
Ziello e Sasso incarnano la fronda interna alla maggioranza che si ribella all'atlantismo, preferendo aiuti difensivi e umanitari a forniture di carattere militare.
Il loro dissenso va ad aggiunugersi a quello di sette leghisti assenti al voto e di altri otto che si sono fatti giustificare in quanto in missione.
Come dire: il Carroccio scricchiola.
Durante l'intervento di Guido Crosetto in Aula, solo una ventina di deputati leghisti erano presenti. Nessuno dei ministri del Carroccio era sui banchi del governo, incluso il vicepremier Salvini.
La loro assenza è stata sottolineata dall'opposizione e da Crosetto stesso che ha difeso fieramente gli aiuti a Kiev ("ogni missile intercettato salva una vita").
Motivi ufficiali non sono stati forniti, ma fonti parlamentari indicano tensioni sulla risoluzione, approvata anche da Salvini ma criticata dalla base per non enfatizzare abbastanza una diplomazia che è considerata necessaria.
La votazione conferma il sostegno maggioritario agli aiuti fino al 2026, ma il no di Sasso e Ziello, unito alle assenze, alimenta il dibattito su una Lega spaccata tra europeismo governativo e isolazionismo.