Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos 2026, il vicepremier cinese He Lifeng ha criticato l’unilateralismo e le guerre commerciali, presentando la Cina come sostenitrice di un ordine internazionale basato su regole condivise.
Il 20 gennaio 2026, il vicepremier cinese, He Lifeng, ha tenuto il suo discorso al World Economic Forum. Le dichiarazioni di He sono arrivate in un momento di forti tensioni tra Stati Uniti e alleati europei, in seguito alle ambizioni del presidente americano di impossessarsi della Groenlandia. Questa escalation ha portato addirittura ad una nuova ondata di dazi. Trump ha infatti annunciato la sua intenzione di imporre il 10 per cento di imposte commerciali a otto alleati europei.
In questo contesto, sebbene indirettamente, le parole di He sono state ampiamente interpretate come un tentativo di mettere in risalto la Cina come paladino dell’ordine internazionale basato sulle regole ma con una precisazione chiave: la difesa di un sistema multilaterale equo e inclusivo, fondato sul rispetto delle regole comuni e in opposizione all’unilateralismo.
"Gli atti unilaterali e gli accordi commerciali di alcuni paesi violano chiaramente i principi e le regole fondamentali dell'[Organizzazione mondiale del commercio] e hanno un impatto grave sull'ordine economico e commerciale globale", ha affermato il vicepresidente cinese.
Nel corso del suo discorso, He ha anche sottolineato l’importanza di rafforzare la fiducia nella cooperazione vantaggiosa per tutti, ovvero la ricerca di soluzioni che portino benefici reciproci. Ha promosso un mondo più cooperativo e regolato da norme condivise, sottolineando l’importanza del multilateralismo e della giustizia nelle relazioni internazionali. Le regole internazionali, ha ribadito, devono essere applicate equamente a tutti, senza privilegi per singoli paesi.
Il vicepremier cinese He ha inoltre sostenuto il libero scambio e criticato le guerre commerciali. Ha però sottolineato che il sistema commerciale globale è sotto pressione e ha quindi invitato alla cooperazione, affermando che i paesi non devono voltare le spalle alla globalizzazione e alla liberalizzazione del commercio. He ha dichiarato che la Cina non si limita a esportare, ma vuole anche diventare un mercato globale di riferimento.
Le dichiarazioni di He hanno attirato particolare attenzione, dal momento che numerosi paesi sono stati colpiti dai dazi di Trump da quando si è insediato per un secondo mandato nel gennaio 2025.
Le mosse commerciali dell’amministrazione americana sotto la guida di Trump stanno inoltre spingendo un alleato storico degli Stati Uniti, il Canada, a diversificare le proprie alleanze. Il primo ministro canadese, Mark Carney, si è recato in Cina solo una settimana fa e ha firmato un accordo che ha dato il via libera a maggiori importazioni di veicoli elettrici dalla Cina, una mossa che ha dimostrato un cambiamento significativo nei rapporti.