Fratelli d’Italia si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto degli italiani e trascina la coalizione di centrodestra. Insegue il Partito Democratico che prova a tenere la scia, ma la coalizione soffre il momento di flessione del Movimento 5 Stelle che anche questa settimana chiude in negativo.
Stesso discorso per la Lega: il partito di Matteo Salvini non sa più crescere, nonostante, il ritorno a tematiche più nelle corde del proprio elettorato. Non entusiasmano neanche le prestazioni dei partiti dell’ex terzo polo che continuano ad oscillare intorno al 3% senza, tuttavia, mostrare segnali di una possibile accelerazione.
Sono queste le tendenze principali dell’ultimo sondaggio di SWG per il Tg La7 aggiornato al 19 gennaio 2026. Sullo sfondo, però, pesa un dato che continua a condizionare ogni scenario: il 32% degli elettori non esprime una preferenza, segnale di un’area di incertezza ancora molto ampia.
Fratelli d’Italia resta il primo partito d’Italia e il primo partito della coalizione di maggioranza. Con il 31,1% (+0,3%) può guardarsi con tranquillità alle spalle, dove il Partito Democratico è staccato di nove punti.
Il partito di Giorgia Meloni si conferma come perno centrale della coalizione. Diversa la situazione degli alleati. Forza Italia registra un piccolo ma significativo incremento, salendo all’8,4% e consolidando la propria posizione dopo mesi di oscillazioni.
La Lega, invece, continua a vivere una fase di difficoltà. Questa settimana perde lo 0,3% scivolando all’8% confermando un trend negativo ormai consolidato.
Nel complesso, il centrodestra mantiene una base elettorale ampia e competitiva, ma con un evidente squilibrio interno a favore di Fratelli d’Italia. La crescita di forze minori come Noi Moderati (1,2%) contribuisce a rafforzare la coalizione, senza però modificarne i rapporti di forza.

Nel campo del centrosinistra, il Partito Democratico continua la sua lenta risalita, attestandosi al 22,4%. Un dato positivo che rafforza la leadership del PD all’interno dell’area progressista, ma che non basta, da solo, a colmare il divario con il centrodestra.
Il Movimento 5 Stelle, invece, scende al 12,4% (0,3%), confermando una fase di appannamento che rende più complessa la costruzione di un’alternativa solida.
Verdi e Sinistra scendono al 6,4%, mantenendo una base elettorale stabile ma limitata, mentre le forze centriste come Azione (2,8%) e Italia Viva (2%) arretrano leggermente. +Europa (1,3%) rimane sostanzialmente ferma, senza segnali di crescita significativa.
Il quadro che emerge è quello di un centrosinistra competitivo ma ancora frammentato, in cui la somma delle forze non sempre si traduce in una percezione di unità agli occhi dell’elettorato.
Se si votasse oggi, il centrodestra partirebbe con un vantaggio evidente, grazie soprattutto alla forza trainante di Fratelli d’Italia e a una coalizione complessivamente più compatta. La somma delle componenti della coalizione è di 48,7%.
Ancora lontano il campo progressista (PD, M5S, AVS) fermo al 41,2%. Con l’apporto di Italia Viva e +Europa, la coalizione arriva al 44,5%. Troppo poco per impensierire il centrodestra.
Tuttavia, il dato più rilevante resta l’alta percentuale di indecisi: il 32% di elettori senza preferenza rappresenta un bacino enorme, capace di ribaltare qualsiasi previsione.
La stabilità fotografata dal sondaggio SWG non va quindi letta come immobilismo, ma come una fase di attesa. Con un elettorato così fluido, anche piccoli spostamenti di consenso potrebbero avere effetti decisivi sugli equilibri futuri.