Il nuovo anno ha fatto registrare una partenza con il freno a mano tirato per i principali partiti italiani. Dal primo sondaggio politico sulle intenzioni di voto degli italiani, realizzato da Swg per La7, datato 12 gennaio, non si registrano fughe in avanti.
Segnali di assestamento, piccoli movimenti, ma nessun dato di particolare rilievo.
Da segnalare comunque il buon inizio anno della Lega che mostra segnali di ripresa dopo settimane di rallentamenti. Anche Forza Italia cresce di poco, ma in generale il centrodestra viene rallentato da Fratelli d’Italia che apre l’anno facendo registrare la perdita più consistente tra le principali forze politiche italiane.
Nel centrosinistra rallenta Alleanza Verdi Sinistra (AVS), mentre il Pd continua la sua lenta risalita nelle preferenze degli italiani.
Nel campo del centrodestra, il sondaggio di gennaio registra un leggero arretramento del partito di riferimento della coalizione che scende al 30,9%.
Fratelli d’Italia cala dello 0,4%, segnando un inizio d’anno in controtendenza rispetto alla lunga fase di crescita o stabilità che lo aveva caratterizzato nei mesi precedenti. Non si tratta di un crollo, ma di un segnale che indica come una parte dell’elettorato possa essere entrata in una fase di maggiore attesa o di valutazione critica.
Di segno opposto, seppur con variazioni contenute, sono i dati degli alleati. La Lega guadagna lo 0,1% e Forza Italia lo 0,2%, un recupero che appare significativo soprattutto per il Carroccio che da settimane cercava di risalire la china. I due alleati adesso sono appaiati all’8,3%.
Questi piccoli incrementi suggeriscono una redistribuzione interna dei consensi più che un’espansione complessiva del bacino del centrodestra.
Stabile Noi Moderati, che conferma un profilo di nicchia ma costante, mentre nel complesso la coalizione. Il centrodestra resta competitivo, ma il dato di Fratelli d’Italia indica che il consenso non è immobile e che anche l’elettorato di governo può mostrare segnali di stanchezza o di prudenza.

Sul fronte del centrosinistra, il Partito Democratico apre il 2026 con un segnale moderatamente positivo: +0,2%.
È un aumento contenuto – sale al 22,3% - ma politicamente rilevante perché interrompe una fase di sostanziale stagnazione e mostra una capacità di intercettare una parte degli elettori in movimento.
La crescita del PD sembra avvenire in un quadro complessivo non espansivo, il che rafforza l’idea di una competizione diretta per gli stessi voti.
In calo, invece, Verdi e Sinistra, che perdono lo 0,3% e scendono al 6,5%. Il dato potrebbe indicare una difficoltà a mantenere visibilità e centralità nel dibattito politico.
Stabile al 12,7% il Movimento 5 Stelle, che continua a occupare una posizione intermedia e resiliente, senza grandi oscillazioni ma anche senza segnali di rilancio evidente.
Tra le forze minori, il quadro è variegato: calano Azione (-0,2%) e +Europa (-0,1%), mentre restano stabili Italia Viva e Noi Moderati.
Il vero dato anomalo è il balzo in avanti di Altre Liste (+0,5%), che può essere letto come un segnale di frammentazione e di ricerca di alternative fuori dai poli tradizionali.

Se si votasse oggi, il quadro che emerge dal sondaggio suggerisce una competizione ancora aperta. Il centrodestra, pur mostrando qualche segnale di rallentamento, resta un blocco solido grazie alla somma delle sue componenti e con il 48,5% sembra avere ancora la strada spianata verso Palazzo Chigi.
Il centrosinistra, è fermo al 45%.
Dal canto suo, beneficia di un lieve recupero del PD ma sconta la debolezza relativa delle forze alleate e la difficoltà di presentarsi come un’alternativa compatta.
Decisivo, in prospettiva, è il calo di chi non si esprime: un punto percentuale in meno di indecisi significa che il confronto politico torna a essere più netto e che i partiti dovranno contendersi un elettorato sempre più consapevole.
In assenza di scosse significative, nessuno schieramento può dirsi nettamente vincitore, ma il primo sondaggio del 2026 indica che la partita resta aperta e che anche piccoli movimenti possono fare la differenza nei prossimi mesi.