Federica Torzullo, 41 anni, è stata ritrovata sepolta sotto due metri di terra nell'area della sede operativa dell'azienda del marito, Claudio Agostino Carlomagno, oggi in carcere con l'accusa di femminicidio e occultamento di cadavere. Per i pm di Civitavecchia, che coordinano le indagini, la donna sarebbe stata vittima di un "delitto feroce", consumato in un arco temporale ristretto e seguito dal tentativo - sistematico, ma maldestro - dell'uomo di cancellare ogni traccia.
Nella giornata di ieri Carlomagno aveva chiesto di essere interrogato. Davanti al procuratore capo Alberto Liguori e al sostituto Gianluca Pignotti, che lo hanno raggiunto nel carcere di Civitavecchia, dove è stato portato la scorsa domenica, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere.
Il decreto di fermo restituisce l'immagine di un uomo isolato, senza amici e in conflitto con i genitori. Un uomo che, essendo "privo di legami con il suo territorio", secondo i magistrati era pronto a fuggire e a depistare ulteriormente le indagini, come già fatto nell'imminenza dell'omicidio.
Dalle prime ricostruzioni è emerso che con Federica erano in crisi da tempo; a differenza della donna, che aveva intrapreso una nuova relazione - la notte di Capodanno avrebbe confidato a un'amica di volerne parlare con Claudio -, il 41enne sarebbe stato incapace di accettare la fine del matrimonio.
Un estratto della puntata della trasmissione Rai "La Vita in Diretta" del 19 gennaio 2026.
Proprio nella loro situazione di separati in casa andrebbe ricercato il movente. La sera dell'8 gennaio, intorno alle 19:30, Federica viene immortalata da una telecamera mentre rientra a casa. Poco dopo le 21 è il marito a uscire, per accompagnare il figlio di 10 anni dai nonni materni.
Sono gli attimi precedenti all'omicidio. La mattina seguente, Claudio risponde a un sms della suocera, fingendosi Federica. In serata, allertato dai colleghi della donna, si presenta in caserma e ne denuncia la sparizione, parlando di un possibile allontanamento volontario.
I sospetti si concentrano subito su di lui. In diverse zone della villetta, dall'ingresso, lungo le scale che conducono al primo piano, fino alla cabina armadio della camera da letto, gli esperti del Ris individuano con il test del luminol tracce ematiche latenti (ripulite).
L'arma utilizzata da Carlomagno, probabilmente un'arma bianca, non è stata ancora ritrovata. Sono stati individuati, invece, l'auto e il mezzo meccanico adoperati dall'uomo per disfarsi del corpo.
Sempre secondo le ricostruzioni dei pm, Claudio sarebbe uscito di casa alle 7:35 del 9 gennaio, dirigendosi verso il deposito dell'azienda, dove sarebbe rimasto tra le 7:40 e le 8:45, prima di tornare nuovamente a casa.
È in quel frangente che, secondo chi indaga, avrebbe sepolto il corpo nella fossa in cui è stato ritrovato, sotto due metri di terriccio, lo scorso 18 gennaio, a distanza di dieci giorni dalla scomparsa. Il volto della donna era irriconoscibile.
Sul cadavere c'erano, inoltre, a un primo esame esterno, segni compatibili con un tentativo di smembramento e di combustione: dettagli che fanno pensare che Carlomagno abbia cercato di disfarsene.
Mentre le indagini vanno avanti per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti - e chiarire se l'indagato avesse premeditato il delitto e possa essersi avvalso dell'aiuto di complici - resta il dolore della comunità di Anguillara.
Che già quattordici anni fa aveva fatto i conti con un altro femminicidio, quello di Federica Mangiapelo, uccisa dal fidanzato sul lungolago di Bracciano. La madre di Carlomagno, Maria Massenio, si è dimessa dal suo ruolo di assessora alla Sicurezza e Legalità del Comune.
ha dichiarato invece al Messaggero il padre della vittima, Stefano.