19 Jan, 2026 - 15:21

Quirinale e Palazzo Chigi in gioco: la provocazione di Renzi fa esplodere la polemica

Quirinale e Palazzo Chigi in gioco: la provocazione di Renzi fa esplodere la polemica

Quirinale, si vota nel 2029, ma la partita e legata a doppio filo a quella del 2027 per Palazzo Chigi. Chi vincerà le prossime elezioni politiche, infatti, avrà in mano il pallino per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. 

Non è la prima volta che il tema fa capolino nel dibattito politico, tanto che anche Giorgia Meloni - nel corso della conferenza stampa di inizio anno - aveva dovuto smentire le voci di un suo futuro sul colle più alto.

A rilanciare la palla nella mischia ci ha pensato sabato 17 gennaio il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, durante il suo intervento al congresso nazionale del partito a Milano, dove ha lanciato il progetto della "Casa Riformista".

Renzi ha ancora una volta evidenziato che vincere le elezioni politiche del 2027 è un punto esiziale per il centrosinistra e per il Paese perché si deciderà anche chi sceglierà il prossimo Capo dello Stato e che deciderà se "al Quirinale ci va una persona normale o no".

Renzi rilancia la “Casa Riformista”: il 2027 come chiave per il Quirinale

Si sta consumando in queste ore un botta e risposta a distanza tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi e Fratelli d'Italia. Ad incendiare il dibattito le parole pronunciate lo scorso sabato dall'ex presidente del Consiglio sulla necessità di creare un'alternativa seria al centrodestra per riportare il centrosinistra a Palazzo Chigi nel 2027.

Secondo Renzi, vincere le elezioni è fondamentale perché dall'esito del voto dipenderà anche la scelta del successore di Sergio Mattarella al Quirinale. L'elezione del Capo dello Stato è provista per il 2029 e naturalmente la coalizione che in quel momento avrà la maggioranza in Parlamento sarà determinante nella scelta.

Nel presentare il nuovo progetto politico della "Casa Riformista" una sorta di "Margherita 4.0" in vista della prossima tornata elettorale, Renzi ha detto:

virgolette
Questa è casa riformista, che fa vincere o perdere le elezioni, che decide se al Quirinale ci va una persona normale o no.

Nessun nome specifico, ma il riferimento all'ipotesi della riconferma del centrodestra a Palazzo Chigi era chiaro. 

La replica di Donzelli: “Da Renzi preferiamo non prendere suggerimenti e lezioni”

Riferimento che non è passato sottotraccia tra le file della maggioranza. 

Oggi, rispondendo alle domande dei cronisti davanti Montecitorio che gli chiedevano un commento in merito alle affermazioni di Renzi, il deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli ha replicato a tono.

virgolette
Qualsiasi critica nei nostri confronti da parte di Renzi, è una buona notizia. Capisco il disagio di chi guidava il primo partito e ora con difficoltà sta guidando l'ultima. Noi invece eravamo l'ultimo e ora siamo il primo. Preferiamo non prendere suggerimenti e lezioni da lui, ma comprendiamo le sue difficoltà e gli siamo umanamente vicini.

Ha commentato Donzelli senza entrare nello specifico delle dichiarazioni del leader di Italia Viva. 

Perché le elezioni del 2027 decideranno il Presidente della Repubblica

Le elezioni politiche del 2027 e l’elezione del Presidente della Repubblica nel 2029 sono strettamente legate per ragioni istituzionali.

Il Capo dello Stato, infatti, non è eletto direttamente dai cittadini ma dal Parlamento in seduta comune, insieme ai delegati regionali.

Ciò significa che la composizione delle Camere è decisiva. Il Parlamento che nascerà dalle elezioni del 2027 sarà con ogni probabilità lo stesso chiamato a eleggere il successore di Sergio Mattarella nel 2029, di conseguenza la coalizione che vincerà le politiche avrà un ruolo centrale nella scelta del nuovo Presidente.

Pur non potendo sempre eleggerlo da sola, la maggioranza potrà proporre i nomi e orientare le trattative. Per questo la partita di Palazzo Chigi assume un valore che va oltre il governo.
In gioco ci sono anche gli equilibri istituzionali del Paese. È su questo punto che Matteo Renzi insiste, sottolineando l’importanza strategica del 2027.

La polemica politica nasce proprio da questa consapevolezza: vincere le elezioni significa incidere sul futuro del Quirinale. E il Quirinale resta uno dei nodi più sensibili della democrazia italiana.

 

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