E’ partito il tour de force a Palazzo Chigi per chiudere entro fine mese il decreto sicurezza contenente le nuove misure per il contrasto della violenza giovanile e la diffusione dei coltelli tra i giovanissimi.
La tragedia di La Spezia, in cui ha perso la vita un 19enne egiziano, accoltellato da un coetaneo di origini marocchine per motivi di gelosia, ha impresso un’ accelerazione all’azione del governo, tallonato da vicino dalla Lega che chiede di inasprire ulteriormente le misure che già erano state previste.
Il governo agirà con un decreto legge che consente di applicare le norme immediatamente dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, in attesa della conversione (entro 30 giorni) da parte del Parlamento.
Secondo fonti parlamentari, nella giornata di domani – martedì 20 gennaio – sarebbe in programma la riunione annunciata ieri da Giorgia Meloni per discutere del pacchetto di norme da inserire nel decreto.
A neppure sei mesi dall’approvazione dell’ultimo decreto Sicurezza, il governo è costretto a tornare a intervenire sul tema con un nuovo pacchetto di misure scatenando le proteste dell’opposizione che attacca compatta l’esecutivo accusandolo di propaganda e di un fallimento politico evidente.
Negli ultimi tre giorni la Lega ha intensificato ulteriormente il pressing sul governo, rilanciando con la proposta di inserire nel pacchetto nuove norme pensate per il fenomeno della violenza tra i giovani immigrati stranieri.
Sulla questione, è intervenuto in queste ore anche Matteo Salvini nel corso di un’intervista a RTL 102.5. Un intervento che evidenzia come il tema della sicurezza rappresenti un punto cruciale per il partito che non vuole rinunciare a mettere la propria bandierina sul provvedimento del governo.
Ha spiegato il vice premier. Salvini ha, poi, commentato il caso di La Spezia e ha annunciato le nuove misure che la Lega chiederà di inserire nel decreto sicurezza.
Qualche minuto in diretta su RTL 102.5. https://t.co/Nep31P3DaT
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 19, 2026
In pratica la proposta del Carroccio prevede di inserire nel decreto norme per arginare il fenomeno della violenza tra i giovani di origine straniera, come lo stop ai ricongiungimenti familiari facili, il taglio dei benefici di accoglienza per i ragazzi che commettono reati e rimpatri più efficaci per i minori non accompagnati.
Sul piede di guerra l’opposizione che parla di fallimento delle politiche sulla sicurezza del governo, costretto ad approvare con urgenza un nuovo decreto a meno di sei mesi dall’ultimo – contestatissimo decreto sicurezza approvato dal Parlamento il 4 giugno del 2025.
Per il Partito democratico, il punto non è la necessità di intervenire, ma l’inefficacia dell’approccio seguito finora.
Dice il leader dei senatori del Pd, Francesco Boccia che poi aggiunge:
Sulla stessa linea la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga, che sottolinea come
Braga denuncia l’uso della sicurezza come strumento di distrazione e conclude:
Ancora più duro il giudizio del leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte: