19 Jan, 2026 - 12:26

Di Pietro bacchetta Barbero: "Il professore è per il no alla riforma della Giustizia perché non l'ha letta"

Di Pietro bacchetta Barbero: "Il professore è per il no alla riforma della Giustizia perché non l'ha letta"

Lo storico Alessandro Barbero è una delle guest star del fronte del no alla riforma della giustizia di Carlo Nordio.

Non c'è da meravigliarsene: da tempo, ormai, l'ex cattedratico diventata una star in tv e sui social è sulle posizioni del Movimento Cinque Stelle.

Ma tant'è: questa volta, le sue posizioni ideologizzate hanno suscitato le ire dell'ex Pm di Mani Pulite (nonché ex ministro) Antonio Di Pietro, il quale gli rimprovera, in particolare, il suo ultimo video a favore del no: svelerebbe il fatto che la riforma che viene sottoposta al giudizio degli italiani, in realtà, Barbero non l'ha nemmeno letta.

Di Pietro contro Barbero: "Non ha letto la riforma Nordio"

Ma cosa ha detto Alessandro Barbero per suscitare la replica di Antonio Di Pietro? In un video diffuso sui suoi canali social, lo storico vicino al Movimento Cinque Stelle si è scagliato contro la riforma Nordio che il 22 e il 23 marzo sarà sottoposta a referendum facendo scattare il mitologico "allarme-fascismo":

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Con la separazione delle carriere, i pubblici ministeri finiscono sotto il controllo dell'esecutivo

Ma non solo:

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Il referendum non è sulla separazione delle carriere tra pm e giudici, perché di fatto c'è già. Al centro della riforma, c'è la distruzione del Csm così come era stato voluto dall'assemblea costituente

Allarme!

Ecco il punto che mette in evidenza Barbero con la sua dietrologia: il governo attacca la Costituzione "più bella del mondo", la "Costituzione antifascista":

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Il Csm è l'organo di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari. Fa qualcosa che prima, sotto il governo fascista, faceva il ministro della giustizia. Era il governo che sorvegliava la magistratura

Se, all'epoca, a salvarci, furono i Padri costituenti, ora, però, secondo Barbero, siamo a un passo dal precipizio:

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I Padri costituenti vedevano benissimo che la separazione del poteri è un elemento indispensabile della democrazia. Con il Csm, c'è la garanzia che la magistratura sarà libera nelle sue scelte

Fatto sta che la riforma Nordio non prevede in alcun modo un legame tra esecutivo e magistratura, né indebolisce il Csm. Anzi lo raddoppia prevedendone una per i pm e un altro per i giudici oltre che un'Alta Corte disciplinare. Ma Barbero non si fida:

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La riforma indebolisce il Csm. Il governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati

Come dire: all'armi son fascisti!

La risposta di Antonio Di Pietro

Ma tant'è: ad Alessandro Barbera ha risposto con una nota l'ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro, schierato per il sì:

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Devo pregarla, caro professore, di ben leggere (Lei lo fa per mestiere) anche cosa propone la riforma della magistratura che ci accingiamoa  votare. Delle due, l'una: o non l'ha letta oppure si è fidato di quel che ha letto su qualche cartellone pubblicitario affisso lungo i binari della stazione Centrale di Milano...

Il riferimento è a quelli con lo slogan "Vorresti giudici che dipendono dalla politica? No".

Di Pietro, quindi, ribatte a Barbero così:

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Da dove ha ricavato simili certezze, considerando che nel testo dellla riforma c'è scritto l'esatto contarrio? Nel testo (legga, per favore, l'articolo 104 della Costituzione) che i magistrati, sia quelli inquirenti che quelli giudicanti, restano un ordine autonomo e indipendente cme lo sono adesso

Di Pietro, in conclusione, invita Barbero anche a un confronto pubblico:

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Professor Barbera, legga per favore. E poi, se vuole, parliamone   

 

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