Nonostante si sforzasse di tenere la sua vita privata lontana dai riflettori, Enzo Ferrari, il leggendario fondatore della casa automobilistica, ha fatto parlare di sé per via delle relazioni turbolente e passionali con le donne.
Non tutti sanno che ha avuto solo una moglie, Laura Garello, e molte amanti, di cui la più importante fra tutte era Lina Lardi.
Dall’amore con queste due donne sono poi nati i figli, Dino (morto a soli 24 anni a causa di una malattia) e Piero Ferrari.
Tra gelosie, tradimenti e legami indissolubili, scopriamo tutti i dettagli sulla vita privata del mitico imprenditore.
L’unica moglie di Enzo Ferrari è stata Laura Domenica Garello nata nel 1902 a Racconigi, vicino Torino, da una famiglia modesta. Da giovane Laura non immaginava minimamente che sarebbe diventata la regina di un impero così glorioso e florido.
Bionda, elegante e vivace, con un carattere forte e minuta di statura, Laura incontrò Enzo nel 1921 sotto i portici di Porta Nuova a Torino: lui, un giovane solitario reduce dalla perdita del padre e del fratello, rimase folgorato dalla sua bellezza mozzafiato.
I due si innamorarono e si sposarono due anni dopo, il 27 aprile 1923 nella chiesa dell’Annunziata a Torino, contro il volere delle loro rispettive famiglie, inclusa la suocera Adalgisa, gelosissima. Laura sfidò le convenzioni del tempo e i pettegolezzi trasferendosi a Modena, la città d’origine di Enzo, prima delle nozze.
Fu lei a credere nell’allora "ragazzo squattrinato”, restandogli sempre accanto con forza. La coppia nel 1932 ha avuto un figlio, Dino (Alfredo) Ferrari.
Moglie devota, mamma affettuosa e ineccepibile padrona di casa, Laura aveva anche un temperamento vivace e passionale.
Nonostante le difficoltà e i continui tradimenti del marito, la moglie di Enzo Ferrari restò sempre al suo fianco. Si è spenta nel 1978.
Il sogno d’amore tra Enzo Ferrari e la moglie Laura pian piano svanì in un vortice di gelosia e litigi furiosi. Enzo, già incline alle avventure, tradì Laura ripetutamente, spingendola a esplosioni di rabbia che scuotevano le fondamenta della loro villa a Modena.
Lei era ferita e gelosa al punto da vietare l’ingresso del secondogenito illegittimo del marito, Piero, in azienda, e intervenì anche negli affari della Scuderia, culminando nella crisi del 1961.
Un episodio che descrive il temperamento di Laura è quando un giorno diede uno schiaffo al direttore Gerolamo Gardini, provocando enorme scompiglio tra i dipendenti dell’azienda. Ben otto ingegneri scrissero una lettera - con la famosa richiesta "o noi o lei" - a Enzo Ferrari che, seppur diviso, alla fine li licenziò per non contrariare la moglie.
Dopo la tragica morte del figlio Dino a causa di distrofia muscolare nel 1956, le tensioni tra Enzo Ferrari e la moglie esplosero definitivamente.
Spesso l’imprenditore mandava sua moglie ai Gran Premi per tenerla lontana, ma lei inveiva contro i meccanici e il team.
Nonostante le difficoltà e i contrasti, i due non si sono mai lasciati. Lui era mosso da un profondo senso di gratitudine: Laura lo aveva sostenuto nei momenti bui, sia finanziariamente che moralmente, quando era solo un semplice meccanico dell’Alfa Romeo. Questa unione tormentata è andata avanti per oltre cinquant’anni.
Le donne, quasi quanto i motori, erano il punto debole di Enzo Ferrari. Il leggendario imprenditore modenese ha avuto diverse relazioni extraconiugali, che facevano infuriare la moglie Laura.
L’amante più famosa di Enzo Ferrari è stata Lina Lardi, la sua segretaria. Anche lei modenese, era molto bella, sofisticata, dolce e sensibile.
La loro relazione clandestina è durata oltre quarant’anni e ha dato alla luce un figlio illegittimo, Piero nel 1945. L’imprenditore ha potuto riconoscere il suo secondogenito solo nel 1978, dopo la morte di Laura.
Lina invece ha sempre accettato di vivere nell’ombra per amore, rimanendo a Modena mentre Enzo manteneva la sua doppia vita.
Fino alla morte di Enzo nel 1988, Lina rimase il suo porto sicuro, testimoniando un legame autentico che influenzò l’impero Ferrari. Piero entrò in azienda solo dopo il 1978, sigillando l’eredità di questa passione segreta.