15 Jan, 2026 - 14:34

Nuovo decreto sicurezza: cosa cambierà per cittadini e forze dell’ordine

Nuovo decreto sicurezza: cosa cambierà per cittadini e forze dell’ordine

È in arrivo un nuovo decreto sicurezza. Il “cambio di passo”, già annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno, è stato confermato anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il nuovo intervento riguarderà i temi dell’immigrazione, della tutela delle forze dell’ordine, del contrasto alla criminalità giovanile e al fenomeno delle “baby gang”, nonché del rafforzamento dell’ordine pubblico. Nel complesso, il provvedimento dovrebbe introdurre 65 articoli, suddivisi tra un decreto e un disegno di legge. Vediamo cosa sappiamo finora del nuovo decreto Sicurezza.

Misure contro l’immigrazione irregolare

Numerosi interventi del nuovo decreto Sicurezza a cui lavora il Viminale riguarderanno il contrasto all’immigrazione illegale. Secondo le anticipazioni, il decreto conterrà nuove misure per facilitare l’espulsione degli irregolari e l’allontanamento, in caso di reati, dei cittadini Ue. Per i rimpatri, i fondi a disposizione del Viminale per le esecuzioni ammonteranno a 8 milioni.

Soprattutto, però, il decreto interverrà per evitare l’ingresso nel Paese di migranti clandestini. Il ddl introdurrà una norma, già soprannominata “anti-Ong”, che prevede l’“interdizione temporanea dell’accesso alle acque territoriali per minaccia grave all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale”. In questo modo, i migranti a bordo di imbarcazioni colpite dall’interdizione potranno essere immediatamente condotti in Paesi terzi rispetto a quello di provenienza o appartenenza.

Il decreto recepirà anche le nuove disposizioni europee sul tema dei Paesi terzi sicuri. Infine, nuove norme dovrebbero riguardare i ricongiungimenti familiari: la stretta non interesserà i lavoratori specializzati, per i quali i ricongiungimenti saranno anzi facilitati.

Criminalità giovanile e divieto di lame e coltelli

Passiamo al secondo capitolo, quello relativo al contrasto alla criminalità giovanile e ai maranza. Come già anticipato da settimane, le nuove norme interverranno per fissare il divieto di porto di strumenti atti a offendere, come lame e coltelli, prevedendo, in caso di contravvenzione, la pena della reclusione fino a tre anni. Il porto di lame e coltelli, se commesso da persone travisate – che abbiano reso le proprie sembianze irriconoscibili – o riunite in gruppo, avrà l’aggravante con aumento della pena di un terzo. 

Sarà poi introdotta una norma per estendere le sanzioni, almeno a livello amministrativo, nei confronti dei genitori e delle figure responsabili della sorveglianza dei minori.

Ordine pubblico 

Le novità in tema di ordine pubblico riguardano le pene per chi fugge da un posto di blocco, reato che diventerà punibile con il carcere fino a cinque anni. Per garantire l’ordine pubblico nelle manifestazioni, è prevista una norma che renderà possibile eseguire perquisizioni nei cortei, consentendo alle forze dell’ordine di verificare la presenza di oggetti atti a offendere.

Sarà poi introdotta una disposizione che permetterà ai prefetti di istituire, in aree in cui si siano verificati ripetuti episodi di criminalità, delle “zone rosse”, sul modello attuato a Caivano.

Furti, arresto in flagranza e legittima difesa

Contro un reato particolarmente odioso, quello del furto con destrezza, si prevede la procedibilità d’ufficio, mentre fino ad oggi era necessaria la denuncia della vittima. Sempre in materia di furti, sono previste pene più severe per il furto in abitazione, che passano da sei a otto anni, e per il furto aggravato, da sei a dieci anni. Infine, sarà inserita una norma sull’arresto in flagranza differita, nel caso in cui l’identificazione dei ladri avvenga successivamente al furto, ad esempio grazie alle immagini delle telecamere.

Un’importante novità riguarda poi la legittima difesa: con il nuovo decreto Sicurezza, cittadini e forze dell’ordine non saranno iscritti automaticamente nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa, adempimento del dovere, uso legittimo delle armi e stato di necessità.

Sulla sicurezza il Governo sfida le opposizioni

Il decreto Sicurezza, nelle intenzioni del Governo, rilancerà l’azione su un tema fortemente sentito dai cittadini e, in particolare, dagli elettori di centrodestra, soprattutto in un anno cruciale dal punto di vista dei risultati dell’azione politica, con l’avvicinarsi delle prossime elezioni. Non è un caso, peraltro, che negli ultimi mesi le opposizioni abbiano incalzato con sempre maggiore insistenza la maggioranza su questo fronte.

A queste sollecitazioni, ieri ha risposto il ministro Piantedosi, difendendo l’operato del Governo in materia di sicurezza e sfidando apertamente le opposizioni: “Noi porteremo a breve in Parlamento un pacchetto di norme e sarà un banco di prova per capire a chi davvero interessa collaborare per la sicurezza dei cittadini”. L’obiettivo è mettere all’angolo i partiti progressisti, stroncandone le polemiche e sfidandoli a votare insieme alla maggioranza.

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