15 Jan, 2026 - 12:47

“Il Falsario” è una storia vera? Cosa ha ispirato il nuovo film con Pietro Castellitto

“Il Falsario” è una storia vera? Cosa ha ispirato il nuovo film con Pietro Castellitto

Per chi si stesse chiedendo se l’attesissimo film con Pietro Castellitto, “Il Falsario”, è una storia vera, la risposta è sì. La pellicola in arrivo su Netflix il prossimo 23 gennaio 2026 mescola arte, crimine e misteri dell’Italia degli anni Settanta, basandosi su fatti realmente accaduti. 

Il film è ispirato al libro d’inchiesta “Il falsario di Stato”, scritto da Nicola Biondo e Massimo Veneziani, e racconta la vita e le avventure criminali di Antonio “Toni” Chichiarelli, falsario geniale e abile pittore. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

 

“Il Falsario” è una storia vera? Il libro dietro al film

Sì, “Il Falsario” di Stefano Lodovichi è ispirato a una storia vera. La pellicola non è un biopic puro, ma è basata sul libro “Il falsario di Stato” di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, un'inchiesta che svela alcuni retroscena criminali dell’Italia degli anni Settanta.

Questo testo ricostruisce la parabola di un artista mancato diventato maestro della contraffazione, intrecciando falsi d'arte con eventi oscuri come il caso Moro. 

La sceneggiatura, firmata da Sandro Petraglia con Lorenzo Bagnatori, amplifica il dramma con tocchi romanzati: Toni (Pietro Castellitto) arriva a Roma dalla provincia abruzzese nel 1976, sogna la gloria ma inciampa nel mondo dell'inganno grazie a Donata, ambiziosa gallerista.

Preparatevi a un thriller che fonde cronaca nera, mistero, desiderio di fama e ambizione artistica.

Chi era Tony Chichiarelli? Il vero falsario

Il falsario che ha ispirato il film è Antonio “Toni” Chichiarelli, noto pittore e figura chiave nelle vicende della malavita romana negli anni Settanta con la famigerata Banda della Magliana. 

Nato con talento per la pittura, Tony si reinventò contraffacendo dipinti per gallerie e documenti per il sottobosco criminale, legandosi a trame politiche torbide come quelle del sequestro di Aldo Moro.

Dotato di grande carica e fascino, con la sua attitude camaleontica il famoso falsario riusciva ad adattarsi a tutti gli ambienti della capitale, passando con nonchalance dalla Roma bene ai quartieri più malfamati.

Grazie agli storici amici e complici, Fabione (Pierluigi Gigante) e Vittorio (Andrea Arcangeli), Tony è riuscito a crearsi un nome nel giro e a diventare uno dei falsari più famosi d’Italia. 

La sua fine misteriosa - mai del tutto chiarita - alimenta ancora oggi curiosità e ogni tipo di speculazioni: è stato una vittima del sistema oppure un burattinaio “traffichino”? Il film con Pietro Castellitto offre un ritratto umano di questo personaggio complesso.

Dove è stato girato “Il Falsario”? Le location

“Il Falsario” è stato girato prevalentemente a Roma, ricreando magistralmente l’atmosfera della capitale negli anni Settanta. Le riprese sono durate circa otto settimane, dal 10 febbraio al 4 aprile 2025, coinvolgendo oltre cento professionisti del settore. 

Dal centro storico alle borgate della periferia, Roma è la star indiscussa della pellicola. Alcune scene sono state girate nei dintorni della Città Eterna, tra Frascati e altri luoghi del Lazio.

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