Chi l'avrebbe detto? Tra le righe della lunga intervista che Paolo Sorrentino ha concesso ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera alla vigilia dell'uscita ufficiale del suo ultimo film - "La Grazia" -, c'è anche una confessione non comune per un personaggio pubblico: quella inerente al suo politico preferito.
Del resto, la pellicola dal prossimo fine settimana nei cinema parla di un Presidente della Repubblica immaginario alle prese con le sue ultime scelte politiche.
Quindi, si compie solo un passo per far scivolare il discorso sulla politica vera.
Prima di scoprire il nome del suo politico preferito, Paolo Sorrentino ha spiegato che la figura del Presidente della Repubblica attorno alla quale ruota "La Grazia" non è ispirata a Mattarella. Certo, però, è ispirato a fatti reali:
Il riferimento va a Oscar Luigi Scalfaro oltre che a Sergio Mattarella.
Ma, a differenza dell'attuale Capo dello Stato, il presidente del film non viene rieletto. E una delle frasi cult che dice è: "Finalmente il Paese è in sicurezza". È proprio questa battuta che svela il politico per cui ha un debole Paolo Sorrentino:
E adesso? ha incalzato Cazzullo:
Messaggio forte e chiaro, no?
Beh, Mario Draghi potrebbe essere presto di nuovo sulla scena politica. Il governo Meloni pensa a lui quando suggerisce in Europa di individuare una sola persona che possa rappresentare l'Europa nella trattativa per la pace in Ucraina. In più, nel 2029, quando finirà il secondo mandato di Mattarella, il suo potrebbe essere di nuovo un nome "quirinabile", come lo fu nel 2022.
Ma, intanto, Sorrentino che ne pensa di Giorgia Meloni?
Sta di fatto che Paolo Sorrentino, nella lunga intervista che ha concesso al CorSera, ha parlato anche dell'ex premier Matteo Renzi e del Presidente Giorgio Napolitano.
Nel film - gli ha ricordato Cazzullo - il Presidente va alla prima della Scala e gli gridano, tra gli applausi, "Grazie per averci liberato da quell'incosciente!". Vengono in mente Napolitano e Berlusconi. È così?
Anche Renzi?
A Renzi però, il film è piaciuto moltissimo, fino alle lacrime:
Qualcosa di Napolitano, però, c'è:
In effetti, il Presidente del film ha l'accento napoletano...