14 Jan, 2026 - 17:58

Paolo Sorrentino fa "La Grazia": svela chi è il suo politico preferito

Paolo Sorrentino fa "La Grazia": svela chi è il suo politico preferito

Chi l'avrebbe detto? Tra le righe della lunga intervista che Paolo Sorrentino ha concesso ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera alla vigilia dell'uscita ufficiale del suo ultimo film - "La Grazia" -, c'è anche una confessione non comune per un personaggio pubblico: quella inerente al suo politico preferito.

Del resto, la pellicola dal prossimo fine settimana nei cinema parla di un Presidente della Repubblica immaginario alle prese con le sue ultime scelte politiche.

Quindi, si compie solo un passo per far scivolare il discorso sulla politica vera.

Il politico preferito di Paolo Sorrentino

Prima di scoprire il nome del suo politico preferito, Paolo Sorrentino ha spiegato che la figura del Presidente della Repubblica attorno alla quale ruota "La Grazia" non è ispirata a Mattarella. Certo, però, è ispirato a fatti reali:

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Abbiamo avuto non uno, ma due presidenti vedovi con una figlia che svolgeva mansioni importanti nella vita del padre

Il riferimento va a Oscar Luigi Scalfaro oltre che a Sergio Mattarella. 

Ma, a differenza dell'attuale Capo dello Stato, il presidente del film non viene rieletto. E una delle frasi cult che dice è: "Finalmente il Paese è in sicurezza". È proprio questa battuta che svela il politico per cui ha un debole Paolo Sorrentino:

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Ho scritto quella frase pensando a quando il presidente del Consiglio era Mario Draghi. Il Paese pareva in ottime mani, e lo era

E adesso? ha incalzato Cazzullo:

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Le mani migliori erano quelle di Draghi

Messaggio forte e chiaro, no?

Il giudizio su Giorgia Meloni e i politici di oggi

Beh, Mario Draghi potrebbe essere presto di nuovo sulla scena politica. Il governo Meloni pensa a lui quando suggerisce in Europa di individuare una sola persona che possa rappresentare l'Europa nella trattativa per la pace in Ucraina. In più, nel 2029, quando finirà il secondo mandato di Mattarella, il suo potrebbe essere di nuovo un nome "quirinabile", come lo fu nel 2022.

Ma, intanto, Sorrentino che ne pensa di Giorgia Meloni?

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Non penso tanto. I politici di oggi non li capisco molto. La situazione mondiale è talmente intricata e nuova, non per colpa loro, che mi pare si muovano in maniera contraddittoria. Se fossi un politico, troverei grande difficoltà a capire con chi stare e cosa fare

Il rapporto di amicizia con Renzi e il richiamo a Napolitano

Sta di fatto che Paolo Sorrentino, nella lunga intervista che ha concesso al CorSera, ha parlato anche dell'ex premier Matteo Renzi e del Presidente Giorgio Napolitano.

Nel film - gli ha ricordato Cazzullo - il Presidente va alla prima della Scala e gli gridano, tra gli applausi, "Grazie per averci liberato da quell'incosciente!". Vengono in mente Napolitano e Berlusconi. È così?

virgolette
Non vorrei fare nomi, in un mondo in cui tutti si lanciano accuse reciproche. Ma di incoscienti ne abbiamo avuti tanti. Mi pare che ce ne siano ancora molti, e che siano in aumento

Anche Renzi?

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Sì, e lo sa. L'ha detto anche lui, ricordando quando si lanciò sul referendum.

A Renzi però, il film è piaciuto moltissimo, fino alle lacrime:

virgolette
Ho letto, ne sono contento

Qualcosa di Napolitano, però, c'è:

virgolette
Sì, c'è. L'ho conosciuto abbastanza bene, l'ho incontrato più volte, e mi ha estremamente affascinato. La mia fascinazione per Napolitano l'ho messa nel personaggio del film

In effetti, il Presidente del film ha l'accento napoletano...

virgolette
Non solo: quando gli ho messo il cappello, era il cappello che portava Napolitano   
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