C’è una svolta nelle indagini riguardanti il caso di Sergiu Tarna, il barman moldavo di 25 anni ucciso con un colpo di pistola alla tempia nelle campagne di Malcontenta, nel comune di Mira. Dopo Riccardo Salvagno, vigile urbano in servizio a Venezia, è stato arrestato con l’accusa di aver partecipato all’omicidio anche un 38enne residente a Spinea con precedenti di polizia.
A carico del secondo arrestato, già trasferito nella casa circondariale di Santa Maria Maggiore, sarebbe stato delineato un quadro indiziario "lineare e coerente".
Per gli investigatori, l'uomo, di nome Andrea Vescovo, 38enne residente a Spinea, avrebbe in pratica partecipato attivamente sia al sequestro che all'omicidio di Sergiu Tarna.
Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta della Procura, che ha coordinato le indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri.
Stando a quanto ricostruito finora, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre Tarna sarebbe stato costretto a salire su un'auto all'uscita dal bar in cui lavorava e accompagnato da Riccardo Salvagno - 40 anni, vigile urbano di professione - e dal 38enne nei pressi di una zona rurale di Malcontenta, dove la mattina del 31 è stato ritrovato il suo corpo senza vita.
I due vi si sarebbero recati già nei giorni precedenti per un sopralluogo, forse alla ricerca del posto più adatto per abbandonare il corpo del 25enne. Un elemento che sembrerebbe confermare l'ipotesi della premeditazione, negata da Salvagno durante l'interrogatorio. L'arma utilizzata, una pistola, non è stata ancora ritrovata.
Il 40enne, in carcere già da una decina di giorni, ha ammesso le proprie responsabilità, sostenendo però che il colpo mortale gli sia partito accidentalmente, durante un confronto con Tarna. La Repubblica riporta che avrebbe confidato a un amico il movente del delitto, legato a un video a sfondo sessuale che lo ritraeva con un uomo.
"L'ho ucciso perché mi ricattava [...] Sono stato sedato, drogato e ripreso con il suo telefonino. Da giorni mi chiedeva qualcosa in cambio per avere quel video", le sue parole. Sembra che i due si fossero scambiati dei messaggi. E che Salvagno, in più di uno, si fosse rivolto a Tarna con aria minacciosa. Si attende ora l'audizione del presunto complice.
Mentre i familiari della vittima chiedono giustizia.
ha dichiarato di recente la madre del 25enne, Anastasia Burghelea. Stamattina nella Chiesa ortodossa Santa Lucia di Zelarino si sono tenuti i funerali.