08 Jan, 2026 - 08:39

Sergiu Tarna ucciso con un colpo alla tempia, arrestato un vigile urbano: "Tradito da una telefonata"

Sergiu Tarna ucciso con un colpo alla tempia, arrestato un vigile urbano: "Tradito da una telefonata"

Lo hanno bloccato mentre si nascondeva tra i ruderi, a poca distanza da dove, qualche giorno prima, avrebbe ucciso con un colpo di pistola alla tempia Sergiu Tarna, il barman di 25 anni trovato morto la mattina del 31 dicembre in un campo di Malcontenta di Mira.

Il presunto killer, Riccardo Salvagni, 40 anni, sarebbe un agente della polizia locale di Venezia dal 2022: secondo le prime ricostruzioni, potrebbe aver usato - per sparare - la sua pistola d'ordinanza. L'arresto è arrivato al termine di giorni di serrate indagini. 

L'omicidio nelle campagne di Malcontenta di Mira

Il corpo di Sergiu Tarna era stato scoperto casualmente la mattina del 31 dicembre, disteso su un fianco vicino a un canale, in un'area agricola che si estende tra Fusina e il Vallone Moranzani, nel Veneziano. Il giovane - di origine moldava - indossava ancora la divisa da cameriere; con sé aveva due telefonini e il portafogli con i documenti. Secondo quanto emerso dall'autopsia, sarebbe stato ucciso con un unico colpo di pistola alla tempia, esploso a distanza ravvicinata.

Le indagini tra telefoni e telecamere, poi la svolta

La sera del 30 dicembre, dopo aver terminato il suo turno di lavoro in un locale di Mestre, Tarna si era fermato a bere una birra con un amico; poco dopo, aveva ricevuto una telefonata e si era allontanato, facendo perdere le proprie tracce.

L'ipotesi degli inquirenti è che sia stato caricato con la forza su un'auto e trasportato fino al luogo dell'omicidio. Le indagini si sono concentrate fin da subito sull'analisi dei cellulari che aveva addosso. Fondamentali, poi, per arrivare a una svolta, le immagini delle videocamere di sorveglianza installate nei luoghi frequentati dal 25enne. 

L'arresto del presunto killer: un vigile urbano di Venezia

Salvagni avrebbe raggiunto la Spagna per poi tornare in Italia. A quel punto, avrebbe commesso l'errore che gli è costato la cattura, telefonando al padre per chiedergli un passaggio dall'aeroporto. 

È stato così localizzato. Raggiunto mentre si nascondeva in un casolare in rovina, in una zona che conosceva bene, perché abitava nelle vicinanze, è stato quindi arrestato e portato in carcere.

Sono in corso accertamenti sull'arma utilizzata, probabilmente la pistola d'ordinanza del 40enne, non ancora ritrovata. La Procura di Venezia ha annunciato una conferenza stampa per chiarire i contorni dell'accaduto.

Resta da ricostruire il movente, legato, forse, a vecchie ruggini tra i due: un debito, magari per droga anticipata e non pagata. Non si esclude nemmeno l'esistenza di complici. 

Nel servizio di Antenna Tre, la ricostruzione dell'omicidio Tarna. Mentre le indagini proseguono, è stata attivata a Venezia una raccolta fondi per aiutare la famiglia del ragazzo. 

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