14 Jan, 2026 - 14:35

Perché il Movimento Cinque Stelle è stato l'unico a non votare la risoluzione anti-ayatollah in Iran

Perché il Movimento Cinque Stelle è stato l'unico a non votare la risoluzione anti-ayatollah in Iran

C'è poco da stupirsi: questa mattina, Marco Travaglio aveva dettato (o annunciato, fate voi) la linea. Quando, quindi, il Movimento Cinque Stelle è stato l'unica forza parlamentare a non votare in Senato una risoluzione anti-ayatollah in Iran, c'è poco da cadere dal pero. 

Sui social si sono scatenati tutti: tutti ad inveire contro il partito di Giuseppe Conte.

È toccato a lui, quindi, a un certo punto, prendere il toro per le corna e a cercare di girare la frittata a sua convenienza, spiegando il motivo per cui il Movimento è stato l'unico ad astenersi sulla risoluzione anti-ayatollah presentata dalla senatrice forzista Stefania Craxi in Commissione Esteri, firmata e condivisa da tutti gli altri capigruppo.

La spiegazione di Conte del perché il M5S non ha votato la mozione anti-ayatollah in Iran

Mentre in Iran migliaia di persone muoiono per manifestare contro il regime degli ayatollah e per la libertà, in Italia si fa equilibrismo. E chi è il più cinico di tutti da portarlo a termine anche questa volta? Lui, l'Avvocato del Popolo, Giuseppe Conte, sempre pronto a coltivare il suo orticello, sempre pronto a prendere le distanze da tutte le altre forze democratiche pur di non tradire il suo elettorato che, in fondo in fondo, vede con occhi favorevoli sia Maduro in Venezuela che Khamenei in Iran in quanto entrambi simboli dell'anti-occidentalismo.

Fatto sta che l'ondata di sdegno suscitata sui social dalla decisione di astenersi su una mozione che era stata pensata come unitaria, dal centrodestra così come dal centrosinistra, a un certo punto, ha richiesto che proprio Conte prendesse carta e penna e scrivesse sui social la motivazione con la quale si era mosso:

virgolette
Sentite cosa è successo. Oggi c'era la risoluzione sull'Iran al Senato che noi avremmo votato insieme alle altre forze politiche, visto che siamo al fianco di chi si ribella al regime iraniano, che abbiamo sempre condannato per come soffoca le libertà e reprime nel sangue il dissenso

Ma, c'è sempre un ma tra il Movimento Cinque Stelle e il sostegno alle democrazie, tra Giuseppe Conte e il suo popolo e la condanna delle dittature e delle autocrazie:

virgolette
Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no. Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l'assenza di quel passaggio è per noi fondamentale...

Del resto, sono finiti i tempi dell'amicizia che Conte vantava con Trump.

Ieri, al Foglio, il leader dei Cinque Stelle ha spiegato che lui ha conosciuto il Trump del primo mandato, quello "che faceva quello che gli dicevo io". Mica questo...

L'attacco al governo

E comunque: ogni occasione, anche i ragazzi che muoiono per la libertà a Teheran, è buona per fare opposizione spiccia per l'Avvocato del Popolo. L'astensione sulla risoluzione anti-ayatollah l'ha motivata "soprattutto ora che si è manifestata la dottrina “Meloni-Tajani” per cui il diritto internazionale vale… ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta":

virgolette
Per il governo Meloni, il diritto internazionale non vale per il criminale Al-Masri, che ha rimpatriato con gli onori di un volo di Stato. Non vale nella Striscia di Gaza, dove il governo italiano è rimasto complice silente del genocidio compiuto dal governo Netanyahu. Non vale in Venezuela dove Meloni ha dichiarato “legittimo” il blitz militare americano, con la conseguenza che al governo c’è adesso la numero 2 di Maduro, mentre a cambiare realmente è stata la governance del petrolio. Se lasciamo che prevalga la legge del più forte, del più armato, rotoleremo nel più completo disordine mondiale. Altro che corsa al riarmo, precipiteremo nel caos della massima insicurezza e, quindi, della più umiliante servitù per sperare in una protezione...

è la lezione di giornata del lider maximo dei Cinque Stelle. Per il quale, poi, non poteva mancare una botta finale di benaltrismo:

virgolette
La comunità e gli organismi internazionali hanno tante leve da usare sul fronte economico e diplomatico per cambiare le cose. Condividiamo ogni forma di sostegno vero, concreto, rispettoso del diritto internazionale ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell’autodeterminazione del popolo iraniano

La frittata (girata) è servita.

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