C'è poco da stupirsi: questa mattina, Marco Travaglio aveva dettato (o annunciato, fate voi) la linea. Quando, quindi, il Movimento Cinque Stelle è stato l'unica forza parlamentare a non votare in Senato una risoluzione anti-ayatollah in Iran, c'è poco da cadere dal pero.
Sui social si sono scatenati tutti: tutti ad inveire contro il partito di Giuseppe Conte.
È toccato a lui, quindi, a un certo punto, prendere il toro per le corna e a cercare di girare la frittata a sua convenienza, spiegando il motivo per cui il Movimento è stato l'unico ad astenersi sulla risoluzione anti-ayatollah presentata dalla senatrice forzista Stefania Craxi in Commissione Esteri, firmata e condivisa da tutti gli altri capigruppo.
Mentre in Iran migliaia di persone muoiono per manifestare contro il regime degli ayatollah e per la libertà, in Italia si fa equilibrismo. E chi è il più cinico di tutti da portarlo a termine anche questa volta? Lui, l'Avvocato del Popolo, Giuseppe Conte, sempre pronto a coltivare il suo orticello, sempre pronto a prendere le distanze da tutte le altre forze democratiche pur di non tradire il suo elettorato che, in fondo in fondo, vede con occhi favorevoli sia Maduro in Venezuela che Khamenei in Iran in quanto entrambi simboli dell'anti-occidentalismo.
Fatto sta che l'ondata di sdegno suscitata sui social dalla decisione di astenersi su una mozione che era stata pensata come unitaria, dal centrodestra così come dal centrosinistra, a un certo punto, ha richiesto che proprio Conte prendesse carta e penna e scrivesse sui social la motivazione con la quale si era mosso:
Ma, c'è sempre un ma tra il Movimento Cinque Stelle e il sostegno alle democrazie, tra Giuseppe Conte e il suo popolo e la condanna delle dittature e delle autocrazie:
Del resto, sono finiti i tempi dell'amicizia che Conte vantava con Trump.
Ieri, al Foglio, il leader dei Cinque Stelle ha spiegato che lui ha conosciuto il Trump del primo mandato, quello "che faceva quello che gli dicevo io". Mica questo...
E comunque: ogni occasione, anche i ragazzi che muoiono per la libertà a Teheran, è buona per fare opposizione spiccia per l'Avvocato del Popolo. L'astensione sulla risoluzione anti-ayatollah l'ha motivata "soprattutto ora che si è manifestata la dottrina “Meloni-Tajani” per cui il diritto internazionale vale… ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta":
è la lezione di giornata del lider maximo dei Cinque Stelle. Per il quale, poi, non poteva mancare una botta finale di benaltrismo:
La frittata (girata) è servita.