14 Jan, 2026 - 11:35

Iran, solo Travaglio non invoca "l'arrivo dei nostri" annunciato da Trump: "Gli ayatollah sono invincibili"

Iran, solo Travaglio non invoca "l'arrivo dei nostri" annunciato da Trump: "Gli ayatollah sono invincibili"

Un consiglio spassionato, quello che dà un amico vero. È il suggerimento che si è sentito di dare questa mattina Marco Travaglio a Donald Trump: "Non attacchi l'Iran, per carità!"

L'Iran non è il Venezuela; l'Iran è amico della Cina; l'Iran è l'erede di un impero che dura da 3 millenni.

Insomma, mentre gli altri giornali italiani suonano la carica al grido "arrivano i nostri" per salvare le migliaia di giovani manifestanti che in questi giorni stanno sfidando il regime in cerca di libertà, il direttore del Fatto prega l'inquilino della Casa Bianca di voltarsi dall'altra parte, di far finta di niente, di farsi gli affari suoi.

Travaglio invita Trump a restarsene in casa: "Ayatollah invincibili"

Per Travaglio, prima Trump si rende conto che un intervento in Iran è impossibile, meglio è.

La guerra dei dodici giorni della scorsa estate che ha rivelato il regime degli Ayatollah come una tigre di carta? Per il direttore del Fatto Quotidiano non esiste, non conta, non può pesare nella scelta di intervenire per dare l'ultima spallata al regime:

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Si spera che qualcuno mostri a Trump una cartina dell'Iran e un bignamino di storia. Così, magari, ove mai gli fosse rimasto un granello di sale in zucca, capirebbe quali effetti potrebbe causare il suo aiuto agli iraniani: cioè un intervento militare su vasta scala per un cambio di regime in quello che da tre millenni è l'Impero Persiano, anche se da 90 anni si chiama Iran

Insomma, a Travaglio non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che milioni di giovani iraniani non vogliono vivere più sotto un regime liberticida e sanguinario e vorrebbero l'aiuto dell'occidente per voltare pagina. Al direttore del Fatto non viene in mente che l'impero di cui va dicendo è stato umiliato in 12 giorni da Israele e Usa.

Per lui, Trump non deve intervenire. Gli si deve mostrare una cartina geografica:

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Potrebbe fargli notare che quel Paese misura 1,6 milioni di chilometri quadrati, ha 92 milioni di abitanti, galleggia sulle seconde riserve mondiali di gas e sulle quarte di petrolio ed è immerso fra altre tirannidi altrettanto o ancor più feroci che non hanno interesse al contagio delle piazze

Gli Usa che non hanno mai vinto una guerra

Poi, Travaglio torna a premere il tasto della retorica secondo la quale gli Usa non hanno vinto mai una guerra:

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La storia potrebbe ricordare a Trump che gli Usa hanno perso tutte le guerre dal 1946 a oggi perché non sapevano nulla dei Paesi che invadevano...

Lui, invece, Travaglio, sa tutto dell'Iran. E mette nero su bianco che "gli iraniani sono animati da una cultura millenaria e da un nazionalismo che ha retto a prove spaventose".

Quelle che si susseguono in questi giorni quindi, per Travaglio, sarebbero manifestazioni di puro nazionalismo, non di protesta contro Khamenei e il suo regime. Del resto, gli iraniani si sono dimostrati sempre più forti di tutto e di tutti:

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La satrapia dello Scià (di cui qualche demente vorrebbe reinsediare il figlio), il golpe Usa-Uk contro il presidente laico democraticamente eletto Mossadeq, la rivoluzione khomeinista, la guerra degli otto anni con oltre un milione di morti contro l'Iraq di Saddam appoggiato da tutto il resto del mondo, quasi mezzo secolo di sanzioni occidentali, le infinite aggressioni di Israele e Usa, la guerra all'Isis, l'assassinio trumpiano del generale Suleimani, i recenti rovesci rimediati in Libano e in Siria...

Insomma: per Travaglio, il regime degli ayatollah è imbattibile. E gli iraniani sono tutti ben felici di essere suoi sudditi.

Il motivo per cui Travaglio non vuole un intervento Usa in Iran

Ma perché Travaglio, stringi stringi, non vuole un intervento militare Usa in Iran?

Al direttore del Fatto scappa detto alla fine del suo editoriale di oggi: nessuno deve osare dare fastidio a una delle sua autocrazie preferite, quella cinese:

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Si può anche uccidere, o rapire, o mettere in fuga l'ayatollah Khamenei (87 anni), ma un regime che dura da 46 anni non finisce con lui: non è un monolite, ma un meccanismo complesso, stratificato, fra potere teocratico, pasdaran, oligarchi, polizia morale, polizia ordinaria, milizie basiji, esercito...

Come dire: è "radicato sul territorio" meglio del Movimento Cinque Stelle, altra creatura cara a Travaglio. Ma soprattutto:

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L'Iran è il primo fornitore di petrolio della Cina, sta nei Brics, è alleato di Russia, Iraq, Yemen e ha accordi di convenienza con l'altra potenza anti-israeliana dell'area: la Turchia. Non è il Venezuela, dove basta rapire Maduro e comprarsi la sua vice. E non è nel cortile di casa latinoamericano: è nel vaso di Pandora del Medio Oriente...

Quello in cui, per Travaglio, devono mettere le mani solo le sue autocrazie, con buona pace dei milioni di iraniani che sognano la libertà.

 

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