Un consiglio spassionato, quello che dà un amico vero. È il suggerimento che si è sentito di dare questa mattina Marco Travaglio a Donald Trump: "Non attacchi l'Iran, per carità!"
L'Iran non è il Venezuela; l'Iran è amico della Cina; l'Iran è l'erede di un impero che dura da 3 millenni.
Insomma, mentre gli altri giornali italiani suonano la carica al grido "arrivano i nostri" per salvare le migliaia di giovani manifestanti che in questi giorni stanno sfidando il regime in cerca di libertà, il direttore del Fatto prega l'inquilino della Casa Bianca di voltarsi dall'altra parte, di far finta di niente, di farsi gli affari suoi.
Per Travaglio, prima Trump si rende conto che un intervento in Iran è impossibile, meglio è.
La guerra dei dodici giorni della scorsa estate che ha rivelato il regime degli Ayatollah come una tigre di carta? Per il direttore del Fatto Quotidiano non esiste, non conta, non può pesare nella scelta di intervenire per dare l'ultima spallata al regime:
Insomma, a Travaglio non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che milioni di giovani iraniani non vogliono vivere più sotto un regime liberticida e sanguinario e vorrebbero l'aiuto dell'occidente per voltare pagina. Al direttore del Fatto non viene in mente che l'impero di cui va dicendo è stato umiliato in 12 giorni da Israele e Usa.
Per lui, Trump non deve intervenire. Gli si deve mostrare una cartina geografica:
Poi, Travaglio torna a premere il tasto della retorica secondo la quale gli Usa non hanno vinto mai una guerra:
Lui, invece, Travaglio, sa tutto dell'Iran. E mette nero su bianco che "gli iraniani sono animati da una cultura millenaria e da un nazionalismo che ha retto a prove spaventose".
Quelle che si susseguono in questi giorni quindi, per Travaglio, sarebbero manifestazioni di puro nazionalismo, non di protesta contro Khamenei e il suo regime. Del resto, gli iraniani si sono dimostrati sempre più forti di tutto e di tutti:
Insomma: per Travaglio, il regime degli ayatollah è imbattibile. E gli iraniani sono tutti ben felici di essere suoi sudditi.
Ma perché Travaglio, stringi stringi, non vuole un intervento militare Usa in Iran?
Al direttore del Fatto scappa detto alla fine del suo editoriale di oggi: nessuno deve osare dare fastidio a una delle sua autocrazie preferite, quella cinese:
Come dire: è "radicato sul territorio" meglio del Movimento Cinque Stelle, altra creatura cara a Travaglio. Ma soprattutto:
Quello in cui, per Travaglio, devono mettere le mani solo le sue autocrazie, con buona pace dei milioni di iraniani che sognano la libertà.