Il campo progressista non riesce a unirsi neanche sul tema della solidarietà al popolo iraniano che, dal 28 dicembre scorso, protesta contro la crisi economica e contro il regime degli ayatollah, subendo una repressione durissima che ha già provocato migliaia di morti – tremila secondo le autorità iraniane, oltre 12mila secondo alcune Ong.
Le divisioni emergono nella Commissione Affari Esteri del Senato, dove ieri è stata approvata una risoluzione bipartisan a sostegno del popolo iraniano contro “l’uso sproporzionato della forza, gli arresti arbitrari e le violenze nei confronti dei manifestanti” - con il voto favorevole di tutte le forze politiche e la sola astensione del Movimento 5 Stelle - e nelle piazze italiane, dove i partiti sfileranno in ordine sparso.
Sono due, infatti, le manifestazioni di solidarietà con il popolo iraniano convocate per questo weekend a Roma. Venerdì 16, in piazza del Campidoglio, si terrà il presidio organizzato per le ore 16 dal movimento di protesta iraniano “Donne, vita, libertà” e da Amnesty International Italia.
Parteciperanno Elly Schlein, i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Per ora, invece, non è confermata la presenza di Giuseppe Conte, anche se dovrebbero esserci altri esponenti del Movimento 5 Stelle. Sarà inoltre presente Forza Italia, come ha confermato la capogruppo in Campidoglio, Rachele Mussolini.
Sabato 17, invece, si terrà la manifestazione del Partito Radicale a piazzale Ostiense. Per questo presidio, non è stata ancora confermata la presenza dei partiti, ad accezione di Azione e del Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin.
Un dato sottolineato oggi da Carlo Calenda, leader di Azione. “Qual è il senso – chiede il senatore – di non raccogliere un appello per un’iniziativa comune, di non convergere sulla manifestazione di sabato già proclamata dai radicali, di non sentire nessuno per organizzare un’iniziativa congiunta? Questo è il Pd di Elly Schlein”, ha scritto Calenda, cogliendo l’occasione per attaccare sul tema la segretaria dem, nonostante la manifestazione in Campidoglio abbia ricevuto un sostegno trasversale e non sia stata organizzata dal Pd .
Ed è sempre Carlo Calenda, esterno all’area di governo ma distante anche dai partiti di opposizione, a a insistere su X sulle contraddizioni che attraversano il campo largo, anche su un tema sul quale, fino ad oggi, la politica si è dimostrata abbastanza compatta: la condanna del regime teocratico degli ayatollah e della repressione che, nel sangue, sta soffocando la protesta del popolo iraniano.
“Ieri al Senato, in Commissione, si è votata una mozione unitaria sull’Iran. Unici astenuti i 5S. Sempre dalla parte giusta della storia”, ha commentato il senatore di Azione.
Critiche al Movimento 5 Stelle sono arrivate anche da altre forze politiche, come Fratelli d’Italia, che tramite Galeazzo Bignami ha espresso una dura condanna dell’astensione pentastellata. “Il regime sta ammazzando il popolo sceso in piazza per i propri diritti, per la propria libertà. In questo quadro, anche il silenzio è una scelta di campo, dalla parte sbagliata della storia”, il commento di Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato e senatrice di Forza Italia.
Nonostante le polemiche, la posizione del Movimento 5 Stelle è stata rivendicata dal presidente Giuseppe Conte: “Sosteniamo le donne e i giovani che chiedono di vivere in un Paese libero, ma certo non chi progetta interventi militari unilaterali”, con un evidente riferimento agli Stati Uniti e all’attacco in Venezuela.
“Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, ci hanno detto no”. Eppure, le riflessioni su un distinguo forse innecessario restano. Sul punto, peraltro, non è arrivato nessun commento dal Partito democratico.