Giuseppe Conte blocca la manifestazione del Pd per la liberazione dell'Iran. Le tensioni tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico stanno emergendo anche sulle proteste anti-regime in Iran.
L'Avvocato del Popolo è critico verso iniziative pubbliche mentre si profila un altro voto chiave sull'Ucraina destinato ad incrementare ancora di più la distanza tra il suo Movimento e i dem.
Come dire: nulla di nuovo sotto il cielo della politica estera delle opposizioni, che più spaccate non potrebbero essere, con il Pd che ha i voti (è pur sempre il primo partito del centrosinistra) e il Movimento Cinque Stelle che, invece, ha i veti.
Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle, in un'intervista rilasciata al Foglio, ha espresso forte preoccupazione per la repressione del regime degli ayatollah in Iran, con violenze, morti e arresti contro i manifestanti.
L'Avvocato del Popolo invoca un "deciso lavoro diplomatico" da parte di Europa e comunità internazionale per fermare il massacro.
Ma tant'è: a manifestare in piazza per i ragazzi di Teheran non se ne parla.
Nonostante la solidarietà pervenuta per le proteste degli iraniani, come quelle arrivate da Roma e Milano, Conte appare contrario a una manifestazione specifica promossa dal Pd, preferendo generici canali istituzionali a iniziative di piazza che potrebbero far aumentare le tensioni.
Pina Picierno, esponente di primo piano del Pd, ha criticato pubblicamente la posizione di Conte sull'Iran. L'ha definita "preoccupante", evidenziando divergenze interne alla sinistra: i dem, sebbene con qualche reticenza, sostengono apertamente le manifestazioni per la libertà. Elly Schlein ha espresso "profonda solidarietà" ai manifestanti. Ma Conte nicchia: punta più sulla diplomazia per evitare - dice - radicalizzazioni.
E quindi: l'Iran è l'ennesimo scenario internazionale che divide la prima e la seconda forza politica del Campo largo. Prima del dossier di Teheran, infatti, ci aveva pensato quello ucraino a dividere Cinque Stelle e Pd.
Tanto è vero che anche dopodomani, giovedì 15 gennaio, quando alla Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto terrà comunicazioni sulla proroga del decreto che autorizza fino al 31 dicembre 2026 la cessione di armi, mezzi e materiali militari all'Ucraina, prorogando gli aiuti già inviati, le formazioni di Schlein e Conte saranno su posizioni diverse.
Il Pd votererà favorevolmente alla proroga presentando una propria mozione, in linea con la sua storica risoluzione pro-sostegno militare a Kiev.
Il Movimento 5 Stelle e Avs, invece, andranno per la loro strada, "pacifista" senza se e senza ma.
La loro, del resto, è stata sempre una linea critica sugli aiuti militari illimitati: Conte, Fratoianni e Bonelli spingono per soluzioni negoziali, come hanno avuto già modo di spiegare in occasione delle precedenti votazioni. E non pensano di tornare indietro.
E allora: "Vi dividerete sull'Ucraina?" Hanno chiesto a Conte. E lui, riferendosi al Pd: