Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi per Fratelli d'Italia che fa registrare una - neanche tanto lieve - flessione che non compromette la leadership del partito di Giorgia Meloni, ampiamente in testa alle preferenze di voto degli elettori, ma che rappresenta comunque un segnale da tenere sotto controllo in via della Scrofa.
E' il dato più significativo tra quelli evidenziati dal nuovo sondaggio di Only Numbers, realizzato da Alessandra Ghisleri per "Porta a Porta".
Un sondaggio che fotografa un elettorato ancora prudente, con piccoli spostamenti percentuali ma nessun vero cambio di leadership.
FdI, tuttavia, non è l'unico partito ad essere calato in questo avvio di anno: scendono anche Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega.
In parallelo cresce in modo significativo l’area degli astenuti e degli indecisi, segnale di una fiducia ancora fragile nei confronti dell’offerta politica complessiva.
La coalizione guidata da Giorgia Meloni si attesta al 48,5%, in calo di circa un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione datata 10 dicembre. Il dato più significativo riguarda Fratelli d’Italia, che pur restando nettamente primo partito perde lo 0,5% e scende al 30%.
Non va meglio agli alleati che registrano anch'essi un segno meno. Forza Italia perde lo 0,2% e scende al 9%, mentre la Lega segue con l'8,5% (-0,3%). Noi Moderati resta stabile all’1%, confermando un ruolo marginale ma costante all’interno dell’alleanza.
Nel complesso, il centrodestra mantiene un ampio vantaggio competitivo, ma appare meno espansivo rispetto al passato recente.
Riesce a contenere le perdite, invece, il centrosinistra che si mantiene agganciato alla testa della corsa, pur senza slanci significativi.
Il Partito Democratico si conferma la seconda forza politica con il 23,4% (-0,1%). Più netto lo scivolone del Movimento 5 Stelle che perde lo 0,3% e scende al 10,2% confermando una fase di rallentamento dopo i recuperi dei mesi scorsi.
Tra le forze minori emergono segnali contrastanti. Alleanza Verdi e Sinistra sale al 6,5% (+0,1%), consolidando una base elettorale fedele, mentre Azione cresce al 3,6% e Italia Viva al 2,8%, entrambe in lieve aumento.
+Europa resta stabile all’1,6%. Nel complesso, il centrosinistra vale il 31,5%, mentre il cosiddetto “campo largo” – che includerebbe Pd, M5S e le altre forze progressiste – raggiunge il 44,5%, ma registra anch’esso un leggero calo (-0,2%).
Numeri che indicano potenzialità teoriche, ma anche difficoltà politiche nel costruire un’alternativa credibile e unitaria.
Se si votasse oggi, il centrodestra partirebbe nettamente favorito. Nonostante il lieve calo, la coalizione guidata da Fratelli d’Italia mantiene un margine consistente sia sul centrosinistra tradizionale sia sul campo largo.
Il primato di FdI al 30% garantirebbe a Giorgia Meloni un ruolo centrale nella formazione di una nuova maggioranza.
Tuttavia, il dato forse più rilevante del sondaggio riguarda gli astenuti e gli indecisi, che salgono al 48,3%, con un aumento dell’1,3%.
Un segnale che pesa su tutti i partiti e che rende ogni previsione più fragile. In un contesto di partecipazione ridotta, anche piccoli spostamenti potrebbero incidere in modo significativo sui risultati finali.