Sembrano essersi ormai affievolite le speranze di ritrovare viva Federica Torzullo, la 41enne - ingegnere gestionale di professione - scomparsa l'8 gennaio scorso da Anguillara Sabazia, comune alle porte di Roma. Ieri, 13 gennaio, i carabinieri hanno passato al setaccio l'abitazione di famiglia in via Costantino 9 e gli appezzamenti della ditta di scavi del marito Claudio Carlomagno, iscritto dalla Procura di Civitavecchia nel registro degli indagati per omicidio. Oggi le ricerche si concentrano anche nelle acque del lago di Bracciano.
Militari dell'Arma e vigili del fuoco stanno scandagliando il fondale del lago nei pressi del molo, mentre con i droni sorvolano l'area circostante. Si cercano tracce del corpo o altri elementi utili alle indagini.
Proseguono, parallelamente, gli accertamenti volti a individuare eventuali macchie di sangue all'interno della villetta di via Costantino, da dove Federica non sarebbe mai uscita dopo essere rientrata attorno alle 23 dell'8 gennaio.
Il fascicolo - aperto inizialmente con l'ipotesi di un allontanamento volontario - è ora per omicidio. I sospetti si concentrano sul marito della 41enne, Claudio Carlomagno, titolare insieme al padre di un'azienda di lavori edili e movimento terra.
È stato l'uomo, lo scorso 9 gennaio, a denunciare la sparizione della 41enne, sostenendo che quella mattina fosse uscita di casa e non fosse più tornata.
avrebbe fatto mettere a verbale secondo quanto riporta Il Corriere della Sera. La sua versione non viene però ritenuta credibile dagli inquirenti, che hanno analizzato le celle telefoniche agganciate dal suo cellulare e il gps. Sia l'auto che l'abitazione di famiglia restano sotto sequestro.
Alcuni dipendenti dell'uomo avrebbero riferito di averlo visto arrivare al lavoro circa 45 minuti in ritardo nella mattinata di venerdì. Mentre un vicino di casa ha raccontato ai giornalisti che poco prima di Natale vide lui e Federica litigare animatamente in strada.
Sembra che i due, pur vivendo insieme, fossero in fase di separazione e che la 41enne - da un po' legata a un altro uomo residente ad Ascoli, già interrogato - avesse chiesto l'affidamento del figlio di 10 anni, che l'8 gennaio era dai nonni paterni. La prima udienza si sarebbe tenuta a giorni. Un possibile movente?
Si tratta, per il momento, di ipotesi, e nessuna pista viene esclusa. L'associazione Penelope, da tempo attiva nella ricerca di persone scomparse, si è mobilitata per assistere i familiari, diffondendo degli appelli con i dati identificativi della donna chiedendo a chiunque possa avere sue notizie di farsi avanti.