14 Jan, 2026 - 11:56

Proteste in Iran, Trump rilancia l’appello ai manifestanti mentre il bilancio delle vittime cresce

Proteste in Iran, Trump rilancia l’appello ai manifestanti mentre il bilancio delle vittime cresce

Le proteste in Iran proseguono da oltre due settimane e sono accompagnate da un blackout prolungato di internet che ha limitato l’accesso alle informazioni e ai servizi online. Le manifestazioni hanno suscitato reazioni a livello internazionale, mentre aumentano le tensioni diplomatiche e il numero delle vittime segnalate durante gli scontri.

Le proteste e il blackout di internet in Iran

Le ondate di proteste in Iran continuano dopo oltre due settimane di manifestazioni. Secondo l’osservatorio di internet NetBlocks, nella mattinata del 14 gennaio 2026 gli iraniani sono rimasti senza accesso a internet per 132 ore. Ciò ha impedito a milioni di persone di utilizzare i servizi online. Il blackout di internet ha reso difficile il flusso di informazioni, immagini e video fuori dal paese.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Starlink di Elon Musk offre il servizio satellitare gratuito in Iran, permettendo di accedere a internet dopo giorni di blackout. In precedenza, il presidente americano Donald Trump aveva chiesto a Starlink di contribuire a ripristinare il servizio.

Reazioni internazionali e posizione degli Stati Uniti

Le recenti dimostrazioni di dissenso hanno avuto un’ampia risonanza a livello internazionale. L’Unione europea discute la possibilità di introdurre ulteriori sanzioni contro l’Iran. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato dazi del 25 per cento per coloro che commerciano con l’Iran. Trump ha promesso “azioni molto forti” se il regime di Teheran dovesse procedere con l’esecuzione dei manifestanti.

Il Dipartimento di Stato americano ha affermato che l’Iran prevede di giustiziare il manifestante Erfan Soltani nella giornata del 14 gennaio.

“Patrioti iraniani, CONTINUATE A PROTESTARE - PRENDETE IL CONTROLLO DELLE VOSTRE ISTITUZIONI!!! Salvate i nomi degli assassini e degli abusatori. Pagheranno un prezzo altissimo. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché l’insensata uccisione dei manifestanti NON cesserà. GLI AIUTI STANNO ARRIVANDO. MIGA!!!” ha affermato Trump in un post del 13 gennaio su Truth Social.

Le accuse dell’Iran

L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha accusato il presidente americano di aver violato il diritto internazionale dopo aver pubblicato il post su Truth Social.

“Questa dichiarazione sconsiderata incoraggia esplicitamente la destabilizzazione politica, incita e invita alla violenza e minaccia la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale della Repubblica islamica dell’Iran”, ha affermato Iravani in una lettera indirizzata al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e al presidente del Consiglio di sicurezza Abukar Dahir Osman.

Il bilancio delle vittime

Le proteste diffuse in Iran sono iniziate in seguito allo sciopero dei commercianti del 28 dicembre 2025, passando dalla manifestazione del malcontento per la situazione economica del paese alla dimostrazione del dissenso contro il regime.

Secondo i dati condivisi dall’Ong con sede a Oslo, in Norvegia, il 13 gennaio almeno 734 persone, tra cui 12 minorenni e 6 donne, hanno perso la vita in 17 giorni di proteste e migliaia sono rimaste ferite.

L'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA) ha riferito di aver confermato, negli ultimi 17 giorni, la morte di 2.403 manifestanti tra cui 12 bambini.

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