Nel 2025 l’Ucraina ha registrato il bilancio più tragico per i civili dal 2022, con 2.514 morti e 12.142 feriti confermati dalla Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite (HRMMU). Questo aumento del 31 per cento rispetto al 2024 (2.088 morti, 9.138 feriti) e del 70 per cento sul 2023 (1.974 morti, 6.651 feriti) è attribuibile principalmente ad attacchi russi in territori governati dall'Ucraina (97 per cento delle vittime: 2.395 morti, 11.751 feriti).
Queste statistiche, diffuse il 12 gennaio 2026, sottolineano un peggioramento umanitario che sfida gli sforzi diplomatici internazionali.
Secondo i dati dell'HRMMU, le zone di prima linea hanno visto il 63 per cento delle vittime totali ovvero 9.253 casi, con avanzate russe che hanno raso al suolo infrastrutture, interrotto servizi vitali e innescato sfollamenti di massa.
Gli anziani, spesso gli unici rimasti nei villaggi, pagano il prezzo più alto: il 45 per cento dei morti in queste aree ovvero 742 persone aveva almeno 60 anni, contro il 25 per cento della popolazione nazionale.
I droni a corto raggio hanno triplicato l’impatto: +120% di vittime (577 morti, 3.288 feriti) rispetto al 2024.
Da giugno 2025, i raid con armi a lungo raggio, tra cui missili e droni vaganti, hanno causato il 35 per cento delle vittime civili (682 morti, 4.443 feriti), in crescita del 65 per cento sul 2024. Attacchi notturni prolungati hanno colpito centri abitati in tutto il paese, generando panico e distruzione su vasta scala.
Ottobre 2025 ha visto riprendere i bombardamenti su larga scala alle centrali elettriche, con blackout nazionali e regionali che persistono nel gennaio 2026.
Odessa, ad esempio, ha affrontato interruzioni plurigiornaliere durante il mese di dicembre 2025, privando i civili di elettricità, acqua, riscaldamento e mobilità in palazzi alti, un dramma amplificato dal gelo fino a -15°C.
Mosca invece ha segnalato 253 civili uccisi e 1.872 feriti da controffensive ucraine nel 2025, ma l’HRMMU non ha verificato per l’impossibilità di accesso al paese.
Il 2025 emerge come apice di un conflitto che si sta avvicinando al quarto anno di combattimenti. Gli attacchi con droni e missili e sabotaggi energetici amplificano la crisi umanitaria.