13 Jan, 2026 - 17:45

Iran nel sangue, interviene Palazzo Chigi: Tajani convoca l'ambasciatore di Teheran

Iran nel sangue, interviene Palazzo Chigi: Tajani convoca l'ambasciatore di Teheran

Sarebbero migliaia le persone uccise nelle due notti consecutive dell’8 e 9 gennaio durante la repressione delle proteste in corso in Iran.

È quanto denuncia il sito dell’opposizione Iran International, che parla di una delle pagine più drammatiche della storia recente del Paese.

Secondo quanto riportato, il bilancio delle vittime è stato ricostruito attraverso testimonianze dirette e rapporti sul campo, basati su "prove e resoconti accurati" esaminati dal comitato editoriale del sito.

Se confermate, le cifre rappresenterebbero – come affermato dalla stessa testata – il "più grande massacro nella storia moderna dell'Iran".

La repressione nel sangue della rivolta da parte del governo di Teheran sta provocando una crescente ondata di condanna internazionale.

Diversi Paesi europei, Italia compresa, hanno convocato gli ambasciatori iraniani. L’Unione Europea ha inoltre annunciato nuove sanzioni contro l’Iran, paragonabili a quelle adottate contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

A preoccupare le diplomazie mondiali è anche il rischio di una possibile escalation, dopo l’appello dell’ex presidente americano Donald Trump ai “patrioti” iraniani a continuare la lotta, assicurando che gli “aiuti sono in arrivo”.

"Patrioti iraniani, continuate a protestare - occupate le istituzioni!!!".

Questo l'appello del presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social.

Iran, l’appello di Palazzo Chigi: Roma chiede il rispetto dei diritti

Nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, Palazzo Chigi ha diffuso una nota ufficiale in cui il governo italiano esprime forte preoccupazione per la situazione in Iran e lancia un appello diretto alle autorità di Teheran affinché venga garantito il rispetto dei diritti fondamentali.

“Il Governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze."

La nota si conclude ribadendo la linea del governo, già illustrata in Parlamento dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l’informativa.

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“Insieme ai partner europei e del G7, il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano.”

Tajani convoca l’ambasciatore iraniano: “Inaccettabile”

Anche il governo italiano, in linea con la maggior parte dei partner europei, ha deciso di convocare l’ambasciatore dell’Iran.

L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un intervento alla Camera. L’incontro è previsto alle 17.30 alla Farnesina.

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Il valore della libertà è il presupposto per la nostra azione di governo. Quella libertà per cui da giorni uomini e donne iraniane si stanno battendo nelle strade e nelle piazze pagando un altissimo prezzo di sangue, sofferenza, carcerazioni e probabilmente di torture”.

Tajani ha poi chiarito che la volontà di mantenere aperti i canali diplomatici non equivale ad accettare la repressione.

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“Tutto questo è assolutamente inaccettabile. Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a non far venire meno il dialogo, sempre importante anche con regime lontani da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con violenza i suoi stessi cittadini.

Parlamento, verso una risoluzione bi-partisan al Senato

Nel frattempo, si moltiplicano gli appelli delle forze politiche italiane a sostegno del popolo iraniano, mentre con il passare delle ore emergono contorni sempre più drammatici della repressione in atto.

I numeri sono ancora da confermare, ma le notizie che arrivano da Teheran fanno temere il peggio.
Il Partito Democratico ha annunciato l’intenzione di votare, domani in Commissione Esteri e Difesa, la risoluzione bipartisan a difesa del popolo iraniano.

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Il Pd è il partito che ha presentato più atti parlamentari di sostegno alla resistenza iraniana di tutti gli altri gruppi messi insieme, sfido tutti a guardare i numeri. Noi siamo vicini alla resistenza iraniana da sempre e facciamo iniziative ovunque e continuamente. Qual è l’iniziativa che ha fatto la maggioranza? Quando lo saprete avvertitemi e parteciperò volentieri. Non c’è alcuna vicenda che porti i gruppi parlamentari a essere divisi sull’Iran.”

Ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo Pd, rispondendo alle domande dei giornalisti al Senato.

Il Pd ha organizzato una manifestazione per venerdì 16 gennaio a Roma. 

Anche dalla maggioranza si moltiplicano le prese di posizione.

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“In Iran situazione assolutamente fuori controllo. Si parla di 12 mila morti. Monitoriamo con la massima priorità e continuiamo a sostenere il popolo coraggioso sceso in piazza per la propria libertà.

Scrive sui social la senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli.

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Le notizie che stanno giungendo dall’Iran destano profonda preoccupazione. Auspico che prevalga ogni sforzo volto a garantire la tutela delle persone. 

Dichiara il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana della Lega.

 

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