Anche Vittorio Feltri scende in campo a proposito della polemica che sta caratterizzando Fratelli d'Italia e Lega sull'utilizzo dell'esercito nei punti più a rischio delle nostre città.
L'operazione "Strade sicure" fu voluta da un vecchio governo Berlusconi. Ma ora, il ministro Crosetto e buona parte del partito di Giorgia Meloni stanno pensando di farla terminare in quanto i soldati devono servire l'esercito, non contribuire a mantenere l'ordinario ordine pubblico.
Sta di fatto che la Lega non ci sta: sebbene gli uomini e le donne in divisa nelle nostre città non abbiano deleghe speciali, la sola loro presenza rappresenta, per il Carroccio, una garanzia irrinunciabile per i cittadini. E Feltri la pensa esattamente come il suo partito.
Per il direttore del Giornale, si tratta di "un simbolo di sovranità" l'esercito a presidio delle nostre strade. Anche se non ha poteri di polizia. E anche se distrae dalle missioni principali centinaia di uomini e donne.
Come dire: musica per le orecchie di Salvini, il leader politico di Feltri, dato che il direttore è consigliere regionale in Lombardia in quota Carroccio.
Per Vittorio Feltri, quindi, non si dovrebbe nemmeno discutere se sia "opportuno" o meno schierare l'esercito. Forza Italia, nella polemica tra Fratelli d'Italia e Lega, è intervenuta proponendo di aumentare il numero complessivo delle forze dell'ordine, in modo tale da garantire la sicurezza nelle città senza scoprire le nostre forze militari. Ma tant'é:
scrive il direttore. Il quale, in ogni caso, conviene su una cosa:
Il concetto di Feltri all'insegna del sovranismo è questo:
Non secondario, infatti, è l'aspetto psicologico della faccenda:
La conclusione di Feltri, quindi, è questa:
Compresi quelli del suo ministro di riferimento: Matteo Salvini.