13 Jan, 2026 - 13:31

Esercito vicino alle stazioni, Vittorio Feltri scende in campo: "È il simbolo della sovranità"

Esercito vicino alle stazioni, Vittorio Feltri scende in campo: "È il simbolo della sovranità"

Anche Vittorio Feltri scende in campo a proposito della polemica che sta caratterizzando Fratelli d'Italia e Lega sull'utilizzo dell'esercito nei punti più a rischio delle nostre città.

L'operazione "Strade sicure" fu voluta da un vecchio governo Berlusconi. Ma ora, il ministro Crosetto e buona parte del partito di Giorgia Meloni stanno pensando di farla terminare in quanto i soldati devono servire l'esercito, non contribuire a mantenere l'ordinario ordine pubblico.

Sta di fatto che la Lega non ci sta: sebbene gli uomini e le donne in divisa nelle nostre città non abbiano deleghe speciali, la sola loro presenza rappresenta, per il Carroccio, una garanzia irrinunciabile per i cittadini. E Feltri la pensa esattamente come il suo partito.

Feltri si schiera a favore dell'esercito nelle città: "Simbolo di sovranità"

Per il direttore del Giornale, si tratta di "un simbolo di sovranità" l'esercito a presidio delle nostre strade. Anche se non ha poteri di polizia. E anche se distrae dalle missioni principali centinaia di uomini e donne. 

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Io credo che siamo arrivati a un punto in cui non si può più far finta di niente. E lo dico senza enfasi, senza teatralità, senza allarmismi: la situazione della sicurezza nelle nostre città è fuori controllo poiché per decenni abbiamo continuato ad immagazzinare clandestini senza valutare le ripercussioni che tali politiche di accoglienza sfrenata avrebbero avuto su sicurezza e ordine pubblico...

Come dire: musica per le orecchie di Salvini, il leader politico di Feltri, dato che il direttore è consigliere regionale in Lombardia in quota Carroccio.

Feltri e l'intervento dei militari

Per Vittorio Feltri, quindi, non si dovrebbe nemmeno discutere se sia "opportuno" o meno schierare l'esercito. Forza Italia, nella polemica tra Fratelli d'Italia e Lega, è intervenuta proponendo di aumentare il numero complessivo delle forze dell'ordine, in modo tale da garantire la sicurezza nelle città senza scoprire le nostre forze militari. Ma tant'é:

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Chi dice che schierare i militari militarizza le città, o evoca scenari autoritari, vive in un mondo ideologico che non esiste più

scrive il direttore. Il quale, in ogni caso, conviene su una cosa:

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Qui non si tratta di sostituire le forze dell'ordine, ma di rafforzarle. Di affiancarle. Di rendere visibile la presenza dello Stato. Di affermare chiaramente che certe zone non sono zone franche. Che non sono rifugi per delinquenti. Che non sono territori conquistati dall'illegalità

Il concetto di Feltri all'insegna del sovranismo è questo:

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Uno Stato che si fa vedere è uno Stato che rassicura e che aumenta la sua credibilità

Non secondario, infatti, è l'aspetto psicologico della faccenda:

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Vedere una divisa, un presidio, una pattuglia militare, restituisce fiducia ai cittadini onesti e lancia un messaggio chiarissimo a chi delinque: qui non si scherza. Qui non si passa

La conclusione di Feltri, quindi, è questa:

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Siamo stati per anni prigionieri di una cultura che ha confuso fermezza con autoritarismo, controllo con repressione, ordine con fascismo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti...

Compresi quelli del suo ministro di riferimento: Matteo Salvini. 

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