12 Jan, 2026 - 13:55

Sicurezza, perché Lega e Fratelli d'Italia stanno litigando per i soldati in strada

Sicurezza, perché Lega e Fratelli d'Italia stanno litigando per i soldati in strada

Le polemiche interne alla maggioranza di governo sull'impiego dei militari nelle strade per la sicurezza pubblica continuano a tenere banco nel dibattito politico italiano, con una particolare tensione che si registra soprattutto tra Lega e Fratelli d'Italia.

Queste tensioni sono esacerbate dal rilancio del decreto Sicurezza bis da parte di Giorgia Meloni in occasione della conferenza stampa di inizio anno.

Le divergenze emergono chiaramente nelle dichiarazioni dei capigruppo e nelle bozze circolanti al Viminale, mentre la premier preannuncia un cambio di passo sul fronte sicurezza.

Perché Lega e Fratelli d'Italia stanno litigando sui militari in strada

La Lega spinge con forza per ampliare l'operazione Strade Sicure, aumentando i militari nelle città per l'effetto deterrente contro la criminalità, come ribadito dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo:

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L'effetto deterrenza dei militari nelle strade vale più di mille norme

Romeo accusa Fratelli d'Italia di aver cambiato idea, paragonandoli ai governi di centrosinistra.

Questo, in risposta alle critiche del ministro della Difesa Guido Crosetto e del senatore Lucio Malan secondo i quali "i soldati devono fare i soldati".

Fratelli d'Italia frena sull'uso di questi ultimi, preferendo rafforzare le forze dell'ordine.

Malan insiste che i soldati non debbano avere compiti di polizia. Del resto, non possono procedere né ad arresti né a perquisizioni.

Questa posizione riflette l'orientamento del partito a potenziare polizia e carabinieri, evitando di sottrarre risorse all'esercito per missioni di ordine pubblico.

Ma tant'è: le tensioni si inseriscono nel contesto di recenti episodi di cronaca, come la duplice aggressione di sabato notte presso la stazione Termini e l'omicidio del capotreno a Bologna. Episodi che spingono il governo verso un decreto che includa anche espulsioni rapide per gli immigrati irregolari e l'adozione del modello Caivano a livello nazionale contro le baby gang.

Cosa propone Forza Italia sulla sicurezza 

Forza Italia, da par suo, cerca di media tra le posizioni di Lega e Fratelli d'Italia proponendo un incremento generale degli organici "del popolo in divisa" grazie alle spese per la difesa, senza distinguere rigidamente tra militari e polizia.

Maurizio Gasparri l'ha messa così:

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Non bisogna attardarsi in discussioni, ma avere più presenze e organici complessivamente più numerosi

Il partito valuta anche riserve volontarie o carabinieri ausiliari per sgravare l'esercito.

Nel frattempo, nella conferenza stampa di inizio anno, Giorgia Meloni ha annunciato un "cambio di passo" sulla sicurezza per il 2026, ammettendo che "i risultati non sono sufficienti" nonostante 30mila assunzioni nelle forze dell'ordine, lo sblocco degli investimenti, il decreto Sicurezza, i 120 latitanti mafiosi catturati e il calo complessivo dei reati del 3,5% nei primi 10 mesi del 2025.

La premier ha preannunciato nuovi provvedimenti soprattutto sulle baby gang, vietando porto e vendita di coltelli (aggravanti per gruppi travisati), sanzioni ai genitori e misure giudiziarie più incisive.

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