13 Jan, 2026 - 12:28

Garlasco, il criminologo Colasanti: "Cosa ne penso di Sempio? Rischiamo un altro errore giudiziario"

Garlasco, il criminologo Colasanti: "Cosa ne penso di Sempio? Rischiamo un altro errore giudiziario"

Dall'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, sono passati ormai quasi diciannove anni. In carcere, con una condanna definitiva a 16 anni, c'è l'allora fidanzato, Alberto Stasi. Nel registro degli indagati del nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Pavia per omicidio in concorso con ignoti, o con il condannato, Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima. Tanti ancora i dubbi da chiarire. Roberto Colasanti, colonnello dei carabinieri in congedo e criminologo, presidente dell'AICIS (Associazione Italiana Criminologi per l'Investigazione e la Sicurezza) ha commentato in un'intervista a Tag24 quanto emerso finora e le possibili conseguenze.

Il ruolo della perizia genetica e gli altri elementi 

Secondo Colasanti, la recente perizia genetica affidata dalla giudice Daniela Garlaschelli alla dottoressa Denise Albani - che ha attribuito il Dna estratto dai margini ungueali della vittima al ramo paterno del nuovo indagato - avrebbe un ruolo rilevante ma non determinante.

"Sicuramente ha una valenza, tanto è vero che è entrata nell'incidente probatorio", spiega l'esperto. "Il risultato ottenuto si presta però a diverse interpretazioni e va collocato in un quadro probatorio o indiziario più ampio". Andrà valutato, cioè, insieme ad altri elementi.

Fattori di tipo più tradizionale, come le telefonate o il famoso scontrino. "I dati tecnico-scientifici - il Dna, ma anche l'impronta 33, peraltro molto discussa - da soli non bastano, soprattutto se, come ci viene detto, Sempio frequentava quell'abitazione".

I dubbi sul movente e su Andrea Sempio 

Non è l'unica criticità rilevata dal criminologo, secondo cui tra l'indagato e la vittima non ci sarebbero collegamenti. "Ce n'è solo uno indiretto, visto il rapporto d'amicizia che lega Sempio e Marco Poggi. Mi risulta difficile quindi pensare a un possibile movente".

"Forse gli inquirenti sanno qualcosa e vogliono tenerlo riservato - prosegue Colasanti - A mio modo di vedere, ci sono però dei difetti in tal senso". "Se si arrivasse a un rinvio a giudizio, rischeremmo di andare incontro a un altro errore giudiziario", sostiene. 

Indagini, strategie e pressioni: parla Colasanti 

Colasanti non è convinto che i nuovi accertamenti possano portare a esiti concreti. E cita con tono critico anche l'indagine - parallela a quella per omicidio - sull'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, che nel 2017 chiese l'archiviazione della posizione di Sempio ed è ora accusato di corruzione in atti giudiziari insieme al padre del 37enne. 

"Si sta facendo un riesame critico di tutto quello che è stato fatto; penso anche alla nuova perizia medico legale affidata alla dottoressa Cristina Cattaneo. Se adottassimo lo stesso criterio per tutti i casi giudiziari, dovremmo riaprirne chissà quanti altri", dichiara, certo quindi che a carico di Sempio ci sia finora ben poco. 

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