Giovanni Pascoli, il poeta del “fanciullino”, icona del Decadentismo italiano, è scomparso a Bologna nel 1912 all’età di 56 anni. La causa della sua morte è stata la malattia: da tempo lottava contro un tumore allo stomaco.
Inizialmente la sorella del poeta, Mariù, aveva cercato di nascondere le vere condizioni di salute di Pascoli. Scopriamo insieme tutti i dettagli sulla morte dell’autore di “Myricae” e “Canti di Castelvecchio”. Ecco dove si trova oggi la tomba in cui è stato sepolto.
Giovanni Pascoli è morto prematuramente a causa di una malattia, il 6 aprile 1912, nella sua casa di via dell'Osservanza 2 a Bologna. Il celebre poeta è scomparso all'età di soli 56 anni, dopo un rapido declino fisico iniziato nei primi mesi del 1912.
Gravemente malato, fu trasferito da Castelvecchio Pascoli a Bologna per ricevere cure specialistiche: il celebre medico Augusto Murri lo visitò più volte, confermando una prognosi infausta.
Il certificato di morte ufficiale indicava un tumore allo stomaco, ma fonti storiche e biografiche rivelano una verità più complessa: Giovanni Pascoli era affetto non solo dal cancro, ma anche dalla cirrosi epatica degenerata, aggravata da abuso di alcol.
La sorella Maria, erede universale e curatrice delle opere postume, insistette per nascondere il fatto che il fratello fosse un alcolista, un’abitudine ritenuta sconveniente per l'immagine del poeta, modificando così la narrazione ufficiale.
Questa rivelazione, emersa da memorie e documenti, aggiunge un velo di dramma alla fine del massimo esponente del Decandentismo italiano.
Le condizioni di salute di Giovanni Pascoli erano pessime: l’ultima fase della vita del poeta è stata segnata dalla malattia. Aveva un tumore allo stomaco, che poi si è diffuso anche nel fegato.
Inoltre i medici gli avevano diagnosticato una cirrosi epatica avanzata, causata dall’abuso di alcol negli anni, un terribile vizio che segnò l’ultimo periodo della sua esistenza e che lo accompagnò nella depressione.
Inizialmente gli fu diagnosticata un’epatite interstiziale, ma la patologia degenerò rapidamente: nel marzo 1912, il dottor Augusto Murri visitò Pascoli e confermò che aveva un tumore maligno allo stomaco, arrivato al fegato, fino a dissolvere l'organo.
Altri medici, come il prof. Severo Bianchini e il prof. Ceci, parlarono di "neoplasma maligno all'addome", corroborando l'ipotesi di un cancro epatico secondario.
L'alcolismo cronico, negato da Maria nelle sue memorie, accelerò la malattia: Pascoli abusava di vino e cognac, in pieno stile bohemien.
Per chi si stesse chiedendo dove è sepolto Giovanni Pascoli, la risposta è che la sua tomba si trova a Castelvecchio Pascoli, frazione di Barga, in provincia di Lucca.
Il poeta riposa nella cappella di famiglia annessa alla Casa Museo di Castelvecchio Pascoli, che aveva acquistato nel 1902. I funerali si sono svolti a Bologna.
La tomba di Pascoli è un'arca in marmo bianco scolpita da Leonardo Bistolfi, con bassorilievi evocativi e l'iscrizione del dittico pascoliano: “Quae nihil optasti nisi pacem pace fruaris / una cum maesto candida fratre soror”.
La sorella Maria fu sepolta accanto a lui nel 1953. Oggi è meta di pellegrinaggio da parte del pubblico che viene a rendere omaggio all’artista. Il sito dedicato alla memoria del poeta è gestito dalla Fondazione Pascoli.