Le proteste in Iran, iniziate alla fine del 2025, si sono trasformate in un’ondata di manifestazioni contro il regime. In risposta, il Parlamento europeo ha deciso di vietare l’accesso a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani, mentre l’UE valuta l’imposizione di nuove sanzioni mirate. Il blocco delle comunicazioni rende difficile quantificare l’impatto reale delle proteste, ma segnano un’escalation delle pressioni internazionali sul regime di Teheran.
Mentre continuano le proteste in Iran, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha annunciato, il 12 gennaio 2026, che a tutti i diplomatici e rappresentanti della Repubblica Islamica sarà vietato l'accesso. I divieti riguarderanno tutte le sedi dell’Europarlamento a Bruxelles, Strasburgo, nonché la segreteria generale a Lussemburgo.
"Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica Islamica dell'Iran l'accesso a tutti i locali del Parlamento europeo", ha affermato Metsola in un post su X.
It cannot be business as usual.
— Roberta Metsola (@EP_President) January 12, 2026
As the brave people of Iran continue to stand up for their rights and their liberty, today I have taken the decision to ban all diplomatic staff and any other representatives of the Islamic Republic of Iran from all European Parliament premises.…
Questa misura rappresenta un segnale politico forte da parte dell’Europarlamento, che si allinea alle pressioni internazionali sul regime iraniano.
Oltre alla decisione della presidente dell'Europarlamento, l’UE è pronta a introdurre nuove sanzioni contro l’Iran per le violazioni dei diritti umani. I 27 stati membri dovrebbero concordare sull’imposizione delle misure, che, se approvate, si aggiungerebbero a quelle già in vigore.
Il ministro degli Affari esteri olandese, David van Weel, ha sollevato in un post su X l’idea che l’Unione europea inserisca il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nell’elenco delle organizzazioni terroristiche. Van Weel ha inoltre chiesto misure mirate contro coloro che violano i diritti umani e chiudono i canali di comunicazione.
— David van Weel (@ministerBZ) January 12, 2026
Nel frattempo, mentre i leader europei cercano una modalità comune per consolidare le proprie posizioni, è previsto un incontro tra Metsola, Kallas e i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo per il 14 gennaio. Questo confronto servirà a definire strategie coordinate in risposta alla crisi in corso.
Le proteste sono iniziate oltre due settimane fa. Lo sciopero dei commercianti del 28 dicembre 2025, organizzato contro la svalutazione della valuta iraniana, il rial, si è trasformato in mobilitazioni più ampie contro il regime. Migliaia di persone in diverse città sono scese in strada, mentre il paese ha subito il blackout di internet a livello nazionale. Secondo NETBlocks, l’interruzione della rete continua ininterrottamente da 96 ore.
⚠️ Update: #Iran has now been offline for 96 hours, limiting reporting and accountability over civilian deaths as Iranians protest and demand change; fixed-line internet, mobile data and calls are disabled, while other communication means are also increasingly being targeted ⌛️ pic.twitter.com/Dxe5OlUWqN
— NetBlocks (@netblocks) January 12, 2026
Sebbene si parli di un bilancio dei morti che ha raggiunto le centinaia, l’interruzione di internet e il blocco delle comunicazioni rendono difficile ottenere informazioni verificate.