12 Jan, 2026 - 21:21

L’Europarlamento vieta l’accesso ai diplomatici iraniani: proteste in corso e nuove sanzioni in vista

L’Europarlamento vieta l’accesso ai diplomatici iraniani: proteste in corso e nuove sanzioni in vista

Le proteste in Iran, iniziate alla fine del 2025, si sono trasformate in un’ondata di manifestazioni contro il regime. In risposta, il Parlamento europeo ha deciso di vietare l’accesso a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani, mentre l’UE valuta l’imposizione di nuove sanzioni mirate. Il blocco delle comunicazioni rende difficile quantificare l’impatto reale delle proteste, ma segnano un’escalation delle pressioni internazionali sul regime di Teheran.

Divieto di accesso ai diplomatici iraniani al Parlamento europeo

Mentre continuano le proteste in Iran, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha annunciato, il 12 gennaio 2026, che a tutti i diplomatici e rappresentanti della Repubblica Islamica sarà vietato l'accesso. I divieti riguarderanno tutte le sedi dell’Europarlamento a Bruxelles, Strasburgo, nonché la segreteria generale a Lussemburgo.

"Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica Islamica dell'Iran l'accesso a tutti i locali del Parlamento europeo", ha affermato Metsola in un post su X.

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Quest'Assemblea non contribuirà a legittimare questo regime che si è sostenuto attraverso torture, repressioni e omicidi.

Questa misura rappresenta un segnale politico forte da parte dell’Europarlamento, che si allinea alle pressioni internazionali sul regime iraniano.

Possibili nuove sanzioni e iniziative europee

Oltre alla decisione della presidente dell'Europarlamento, l’UE è pronta a introdurre nuove sanzioni contro l’Iran per le violazioni dei diritti umani. I 27 stati membri dovrebbero concordare sull’imposizione delle misure, che, se approvate, si aggiungerebbero a quelle già in vigore.

Il ministro degli Affari esteri olandese, David van Weel, ha sollevato in un post su X l’idea che l’Unione europea inserisca il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nell’elenco delle organizzazioni terroristiche. Van Weel ha inoltre chiesto misure mirate contro coloro che violano i diritti umani e chiudono i canali di comunicazione.

Nel frattempo, mentre i leader europei cercano una modalità comune per consolidare le proprie posizioni, è previsto un incontro tra Metsola, Kallas e i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo per il 14 gennaio. Questo confronto servirà a definire strategie coordinate in risposta alla crisi in corso.

Proteste in Iran e blackout delle comunicazioni

Le proteste sono iniziate oltre due settimane fa. Lo sciopero dei commercianti del 28 dicembre 2025, organizzato contro la svalutazione della valuta iraniana, il rial, si è trasformato in mobilitazioni più ampie contro il regime. Migliaia di persone in diverse città sono scese in strada, mentre il paese ha subito il blackout di internet a livello nazionale. Secondo NETBlocks, l’interruzione della rete continua ininterrottamente da 96 ore.

Sebbene si parli di un bilancio dei morti che ha raggiunto le centinaia, l’interruzione di internet e il blocco delle comunicazioni rendono difficile ottenere informazioni verificate.

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