Un video hot girato, forse, in un locale di lap dance, e la paura che potesse finire sui cellulari di conoscenti. Sarebbe questo il movente alla base dell'omicidio di Sergiu Tarna, il barman moldavo di 24 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa nella notte tra il 30 e il 31 dicembre nelle campagne di Malcontenta di Mira. In carcere è finito Riccardo Salvagno, 40 anni, ormai ex agente della polizia locale di Venezia.
Interrogato dalla gip Claudia Ardita in presenza del suo difensore, l'avvocato Guido Galletti, Riccardo Salvagno avrebbe spiegato che il filmato in questione lo ritraeva in compagnia di una transessuale. Il suo timore, avrebbe dichiarato, era che dalle mani di Tarna esso potesse arrivare ad altre persone, con conseguenze sulla sua vita personale e professionale. Per questo, secondo quanto riferito agli inquirenti, avrebbe chiesto più volte al giovane di cancellarlo, senza successo.
A confermare il clima di tensione tra i due ci sono una serie di messaggi, tra cui quello che il 40enne avrebbe inviato a Tarna il giorno di Natale, dal contenuto esplicitamente minaccioso: "Ti darò la caccia". In un altro Salvagno avrebbe scritto di essere disposto "ad arrivare fino alla fine" e che chi era coinvolto "avrebbe pagato col sangue". Il 26 dicembre, i due sarebbero stati visti discutere animatamente e accusarsi reciprocamente di mentire.
Il servizio realizzato sulla vicenda da Annamaria Parisi per l'emittente locale Antenna Tre - 9 gennaio 2026.
Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, l'atto finale. In compagnia di un uomo tuttora ricercato, Salvagno si sarebbe messo alla ricerca di Tarna tra Mestre e dintorni, fino a quando, intorno alle 2.15 del mattino, non lo avrebbe individuato all'esterno di un bar e costretto a salire in auto.
Una telecamera di sorveglianza ha ripreso l'intera scena: un uomo che, sotto la minaccia di una pistola, intima al 24enne di seguirlo, spingendolo sui sedili posteriori della vettura. Mezz'ora dopo, tra le campagne di Malcontenta, il giovane è stato ucciso con un colpo alla testa.
il senso del racconto di Salvagno, come riportato dal Corriere della Sera.
La ricostruzione del 40enne è al vaglio della Procura, che dovrà fare luce sull'accaduto anche sulla base degli accertamenti medico-legali. Ciò che è certo è che, dopo l'omicidio, Salvagno si sarebbe dato alla fuga, attraversando il confine a Gorizia per poi arrivare a Valencia, in Spagna.
Rimasto senza denaro, il 5 gennaio è rientrato in Italia in aereo. Ad attenderlo, c'erano i carabinieri, che lo hanno arrestato a poche centinaia di metri dalla sua abitazione, vicino al luogo del delitto. È accusato ora di omicidio volontario. La polizia si è già messa sulle tracce dell'uomo che lo avrebbe aiutato.